Come nascono gli invisibili al fisco: oltre 80.000 persone in Italia

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Curioso chiedersi come nascano gli invisibili al fisco, visto che parliamo di oltre 80.000 persone in Italia. L’evasione fiscale in Italia continua a rappresentare una sfida strutturale dalle dimensioni impressionanti. Gli ultimi dati emersi durante Telefisco, l’appuntamento annuale de Il Sole 24 Ore, delineano un quadro in cui l’ombra dell’irregolarità avvolge una platea vastissima: lo scorso anno, l’Agenzia delle Entrate ha individuato circa 86.000 soggetti — tra cittadini e imprese — totalmente invisibili al fisco.

Se a questi si aggiungono coloro che, pur noti, non hanno presentato la dichiarazione dei redditi, la cifra degli “evasori totali” sale a quota 200.000.

invisibili al fisco

I numeri del fenomeno riguardante gli invisibili al fisco

Il Direttore dell’Agenzia, Vincenzo Carbone, ha analizzato nel dettaglio questa “città fantasma”, provando a mettere a fuoco la questione degli invisibili al fisco:

49.000 sono persone fisiche (57% del totale degli sconosciuti);

37.000 sono società o enti (43%).

La strategia per il futuro non punta però su una repressione cieca o su algoritmi automatizzati. Carbone ha chiarito che l’intelligenza artificiale generativa non sostituirà l’occhio umano: l’obiettivo è la compliance, ovvero la collaborazione spontanea. Lo Stato invierà oltre 2,4 milioni di lettere di allerta, una sorta di promemoria istituzionale per spingere i contribuenti a regolarizzarsi prima dell’intervento sanzionatorio.

L’impatto sul debito pubblico

Secondo l’Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB), il recupero dell’evasione non è solo una questione di equità, ma una necessità macroeconomica. Se il trend di recupero osservato negli ultimi vent’anni proseguisse fino al 2028, l’Italia vedrebbe un incremento strutturale delle entrate pari allo 0,3% del PIL. Nel lungo periodo (entro il 2041), questo sforzo potrebbe abbattere il rapporto debito/PIL di ben 4 punti percentuali, portandolo dal 122,5% al 118%.

Le novità della riforma per gli invisibili al fisco

Il Viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, ha ribadito la linea della prudenza finanziaria: “Nessun salto nel buio o ricorso al deficit”. Tra le novità tecniche più rilevanti spicca l’estensione dell’iperammortamento. L’idea è premiare gli investimenti in beni strumentali nuovi e tecnologicamente avanzati, eliminando i vincoli territoriali; un’apertura accolta con favore dai commercialisti per il potenziale stimolo alla transizione digitale.

Inoltre, si profila un cambio di paradigma nella tassazione delle rendite: il passaggio dal principio del “maturato” a quello del “realizzato”. In breve, le tasse si pagheranno solo quando il guadagno sarà effettivamente incassato e disponibile.

Rimane però aperta la ferita dei ritardi della Pubblica Amministrazione. Come denunciato dai consulenti del lavoro, è paradossale chiedere puntualità ai contribuenti quando è lo Stato stesso a tardare nel pagamento delle parcelle professionali, creando un circolo vizioso di debiti che soffoca l’economia reale.