Come si trasforma il mattone in liquidità

Come si trasforma il mattone in liquidità? Con il prestito vitalizio ipotecario riservato a chi ormai ha superato i 60 anni.

24 Giugno 2016 16:130 commentiVisualizzazioni: 133

Una casa può essere fonte di liquidità ma non per tutti. Alcune soluzioni creditizie che valorizzano la proprietà sono riservate a chi è in avanti con gli anni e non potrebbe mai accedere ad un finanziamento oppure ad un prestito classico.

La soluzione per trasformare il mattone in liquidità immediata e far fronte a spese improvvise oppure al bisogno di soldi, si chiama prestito vitalizio ipotecario. Da poco tempo questa formula è stata istituita in Italia mentre in altri paesi come in America era stata introdotta dal 2006 e funziona molto bene.

In pratica il proprietario di un appartamento che abbia almeno 60 anni può ottenere un mutuo o meglio una somma una tantum in un’unica erogazione annuale. Il pegno è quello di iscrivere un’ipoteca sull’immobile. Il rimborso si può fare in diversi modi, si possono versare prima gli interessi e poi il capitale, oppure fare rimborsi parziali, oppure ancora estinguere il debito in un’unica soluzione.

Con il prestito vitalizio ipotecario c’è anche la possibilità di lasciare agli eredi il compito di restituire le somme dovute alla banca. Gli eredi dovranno provvedere entro 12 mesi dal decesso del titolare del finanziamento, all’estinzione del mutuo. In alternativa la banca venderà l’immobile liquidando agli eredi soltanto la differenza tra il mutuo e quel che resta dalla vendita.

Quello che differenzia il prestito vitalizio dagli altri mutui è l’impossibilità di rimborsare le singole rate e il tasso d’interesse che spesso è anche di 3 punti più alto di quello dei tradizionali mutui.

Attualmente l’unico prodotto di questo tipo disponibile sul mercato italiano è il Prestitosenior Mps. L’età minima del richiedente è 70 anni, per un 16% del valore di stima dell’immobile, che se ammonta ad esempio a 200mila euro, consentirà di ottenerne 32mila, percentuale che cresce con l’età del richiedente e che diventa il 23% per un 75enne e il 33% per un ottantenne.

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