Come il taglio dei tassi Bce, cambierà le rate dei mutui in Italia

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La Bce ha portato i tassi al minimo storico dello 0,15% e ha portato il tasso «overnight» per la prima volta negativo. Questo significa che alle banche non converrà più tenere i soldi depositati a Francoforte.

Ma per famiglie e consumatori cambierà poco o niente. Per chi ha un finanziamento in corso non cambierà niente o quasi. I mutui agganciati al tasso Bce, in Italia, rappresentano l’1%. Per questa piccola fascia di mutuatari ci sarà un risparmio di poco  in meno a fine mese.

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La maggior parte dei prestiti per la casa seguono infatti l’andamento dell’Euribor e dell’Eurirs, gli indici specifici delle transazioni che avvengono tra banche. Il taglio della Bce molto probabilmente li farà ridurre ma va tenuto conto che anche questi due valori sono già prossimi a livelli minimi vicini allo zero, e si stima che l’Euribor avrà una regressione dello 0,10% nei prossimi mesi.

Il taglio della Bce però potrebbe attivare un margine positivo sugli spread dei mutui, sull’aliquota applicata dalle banche, come si è già verificato in passato. In tal caso potrebbero esserci dei vantaggi per le famiglie che il mutuo lo devono ancora stipulare: le previsioni parlano di spread sotto al 2% a fine anno. Questo va bene anche per chi un mutuo lo ha già in corso, stipulato magari nei momenti più acuti della crisi. Con la riduzione dello spread sarà più vantaggiosa la surroga con il passaggio a un tasso più conveniente. Oggi la surroga rappresenta già il 10% delle erogazioni e oltre il 20% di domande.

 

 

 

 

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