Monte dei Paschi suona la carica a Piazza Affari archiviando una giornata molto positiva: l’azione della banca senese fatica a far prezzo in avvio di contrattazioni e quando entra negli scambi il rialzo è significativo. A fronte di un listino che ha chiuso in calo dello 0,45%, il titolo ha guadagnato il 2,3%. Un ottimo gap, da incorniciare dopo le pesanti cadute degli scorsi mesi.

C’è da dire che gli acquisti arrivano successivamente alla pubblicazione della trimestrale archiviata con un utile netto consolidato di 93,2 milioni, in calo in confronto ai 143,7 milioni dello stesso periodo del 2015, periodo in cui però c’erano state poste straordinarie. Ora, le cose sono leggermente cambiate.

L’istituto senese ha inoltre manifestato la sua volontà di alzare l’asticella delle sofferenze da vendere sul mercato nel triennio 2016-2018. Il piano industriale si fonderà sulla cessione di sofferenze di un miliardo quest’anno, un miliardo nel 2017 e 1,5 miliardi nel 2018. Tuttavia, l’impegno del gruppo è  quello di fare di più nei tre anni, come ha ribadito l’amministratore delegato Fabrizio Viola agli analisti.

Come spesso accade, la gioia dei mercati arriva con la preoccupazione dei lavoratori: parlando della riduzione dei costi davanti agli investitori finanziari, l’amministratore delegato Viola ha spiegato che in merito alla “riduzione dell’organico, abbiamo un impegno con la Ue, per arrivare a tagliare 8mila risorse: 5.500 sono già state tagliate, altre 2.500 lo

saranno entro il 2018”. Inoltre, spiega il manager “vogliamo chiudere 350 filiali, che vuol dire meno costi operativi, per il momento sull’efficienza dei costi questi sono i target. Ma la riduzione dei costi non sarà così forte nel 2016 come nel 2014 e 2015”.

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