Fisco, le nuove possibilità offerte dal ravvedimento operoso

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Adesso, grazie al ravvedimento operoso sarà possibile sanare gli errori ed effettuare i mancati versamenti con sanzioni ridotte al minimo per un’ampia platea di tributi, a patto, tuttavia, di attivarsi prima dell’arrivo dell’accertamento.

A illustrare le nuove possibilità offerte per mettersi in regola una nuova circolare dell’Agenzia delle entrate, la n. 23  del 9 giugno, che fa il punto sul ravvedimento, con l’obbiettivo  di ridurre le liti, e premiare chi si accorge da solo dell’errore.
La possibilità di auto correggersi contando su un Fisco più clemente riguarda sia i mancati pagamenti  sia gli errori nelle dichiarazioni che portano ad un calcolo delle imposte inferiori a quelle realmente dovute.
Per quel che riguarda la scadenza di pagamento “saltata”, dunque, chi va alla cassa entro 30 giorni, deve pagare solo un decimo della sanzione dovuta. In pratica se si salta il pagamento dell’Imu o della Tasi, oppure dell’Irpef il 16 giugno, si può pagare entro il 15 luglio con le mini sanzioni, ossia pagando in più solo il 3% della somma da versare e non il 30% come previsto quando non si usufruisce del  ravvedimento ma si paga solo dopo un accertamento. Per soli i tributi amministrati dall’Agenzia delle entrate, e non quindi per le imposte locali, peraltro, ora si può far ricorso al ravvedimento anche se che la violazione è stata constatata, a patto che non sia già arrivato un atto di liquidazione, un accertamento, o una comunicazione di irregolarità sul pagamento dell’Irpef a seguito di un   controllo formale.

Una  diversa tempistica è prevista, invece, quando ci si accorge solo a cose fatte di un errore nella dichiarazione dei redditi che ha comportato un calcolo dell’Irpef più basso del dovuto. In questo caso c’è la possibilità di vedersi ridotte le sanzione a un nono del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, avviene entro il novantesimo giorno successivo al termine per la presentazione della dichiarazione.

 

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