Germania, economia in netto recupero

Export e domanda interna trascinano la ripresa. Continua a preoccupare la Grecia.

17 Agosto 2015 15:000 commentiVisualizzazioni: 11

Esistono i presupposti affinché la Germania, prima economia dell’area euro, metta a verbale tassi di crescita solidi nel secondo semestre del 2015.

 

E’ questo il parere della Bundesbank nel bollettino mensile, dichiarando che il traino alla congiuntura dovrebbe venire sia dalla domanda interna sia dall’export. E se le vendite all’estero hanno sostenuto l’economia tedesca nei primi sei mesi dell’anno grazie al deprezzamento dell’euro, il clima dei consumi in Germania – secondo la Bundesbank – dovrebbe essere favorito “dal positivo andamento del mercato del lavoro e dei consistenti aumenti dei salari reali”.

Restano quindi favorevoli anche le condizioni per gli investimenti visto che, presto, le imprese potrebbero trovarsi a registrare “livelli di utilizzo delle capacità superiori alla media”. Di conseguenza l’industria dell’export tedesco “potrebbe anche trarre vantaggio dalla continua ripresa dell’area dell’euro” considerando che sono favorevoli anche gli outlook per Stati Uniti e Gran Bretagna, tradizionali mercati di sbocco per le imprese tedesche fuori dall’Eurozona. Sulle prospettive dell’export, tuttavia, pesano i rischi derivanti dal rallentamento dei mercati emergenti. Per la Bundesbank, infatti, i rischi di un peggioramento rispetto a queste stime, piuttosto rosee, restano elevati: “La decisione della Banca centrale cinese di svalutare il renminbi nei confronti del dollaro, può essere interpretato come una conferma di queste incertezze”. Positivo è, invece, il fatto che la ripresa dell’Eurozona, anche se lenta, sia continuata malgrado la pesante crisi greca di inizio estate.

A preoccupare i tedeschi sono piuttosto la condizione di partenza per l’economia greca e di conseguenza le prospettive di successo del terzo piano di aiuti che a seguito della crisi estiva “sono nettamente peggiorate”. Secondo la Bundesbank, “l’introduzione dei controlli sui capitali e la chiusura delle banche dopo che a fine giugno era scaduto, senza un rinnovo, il secondo piano di salvataggio, hanno pesato fortemente sulla congiuntura” greca.

 

Abbiamo parlato di: