La TASI è la tassa sui servizi indivisibili comunali che sta per arrivare alla sua prima scadenza di pagamento. Ecco in che modo si può ottemperare a questo obbligo, quali sono le regole per il calcolo dell’imposta, le aliquote massime e i destinatari della tassa. 

Con il gettito della TASI i comuni sono chiamati a pagare la manutenzione delle strade e del verde pubblico, la pubblica illuminazione introdotta dal primo gennaio 2014 e l’imposta unica comunale, nonché IMU e TARI. Visto questo mix, è il caso di chiarire chi paga l’imposta:

  • il proprietario dell’immobile,
  • il titolare di altro diritto reale sull’immobile,
  • l’inquilino in caso di locazione.

Entro quando è necessario pagare la TASI? Le scadenze di questa imposta, come l’anno scorso sono state fissate al 16 giugno per la prima rata e al 16 dicembre per il saldo ma ogni Comune può scegliere delle scadenze diverse e per questo ai contribuenti è consigliato di controllare i siti istituzionali delle Amministrazioni locali.

> Tasi e Imu in crescita nel 2015

Per quanto riguarda il calcolo della tassa bisogna tenere in considerazione la rendita catastale rivalutata del 5%, moltiplicarla per il coefficiente stabilito per legge e poi applicare detrazioni e aliquote. Siccome ogni Comune può introdurre delle variazioni e aumentare l’imposta anche dello 0,8 per mille, è necessario sapere che sono stati definiti soltanto i limiti massimi delle aliquote che sono del 3,3 per mille per la TASI della prima casa e dell’11,4 per mille per la TASI della seconda casa.

Il pagamento, ci sarà modo di ripeterlo, avviene tramite modello F24 oppure tramite bollettino di conto corrente postale. Chi si avvale del primo sistema deve ricordare di inserire il codice corrispondente alla tipologia di immobile per il quale si paga l’imposta.

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