I primi dettagli sul bonus per furgoni e moto approvato di recente

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Occhio al bonus per furgoni e moto in questa fase.Il governo ha finalmente sbloccato l’atteso Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dedicato al settore automobilistico, un provvedimento dal valore complessivo di circa 1,35 miliardi di euro che giunge dopo quasi un anno di rinvii. Annunciato ufficialmente dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante il Festival dell’Economia di Trento, il testo ha ottenuto il via libera dal ministero dell’Economia.

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I primi riscontri sul bonus per furgoni e moto in Italia

Il decreto, che attinge alle risorse residue del Fondo automotive e proietta i suoi effetti fino al 2030, passerà alla Corte dei Conti subito dopo la firma della Presidenza del Consiglio. L’iniziale dotazione finanziaria di 1,6 miliardi ha subito una riduzione a causa dello storno di 251 milioni di euro, utilizzati per coprire il recente decreto carburanti, ma l’esecutivo ha già pianificato di reintegrare tale somma a luglio, valutando anche una rimodulazione dei fondi del Pnrr.

La strategia economica alla base del provvedimento segna un netto cambio di rotta rispetto al passato, privilegiando il supporto industriale rispetto ai meri incentivi al consumo. Circa il settanta per cento dello stanziamento totale è infatti destinato direttamente alla filiera produttiva, con l’obiettivo di favorire la ricerca, lo sviluppo e la riconversione energetica. In questo ambito si inseriscono corposi investimenti per gli Accordi per l’innovazione e per i mini contratti di sviluppo, pensati specificamente per tutelare e rilanciare le piccole e medie imprese attive nella componentistica.

Il restante trenta per cento dei fondi è invece riservato ai bonus per i consumatori e per la mobilità sostenibile. Tra le misure principali spiccano i contributi per l’acquisto di veicoli commerciali destinati alle aziende di trasporto merci, i sussidi per l’acquisto di motocicli, scooter e quadricicli elettrici o ibridi, e i fondi per l’installazione di infrastrutture di ricarica domestica e per il retrofit a gas. Una parte significativa delle risorse sostiene un programma di noleggio a lungo termine sociale rivolto ai cittadini con redditi bassi, condizionato alla rottamazione di veicoli più inquinanti.

Il lungo ritardo nell’approvazione del decreto riflette sia le passate tensioni tra il governo e i vertici di Stellantis, sia le necessità di bilancio del ministero dell’Economia. Tuttavia, i recenti segnali di apertura industriale e i nuovi progetti manifatturieri sul territorio nazionale hanno contribuito a sbloccare l’impasse, delineando una nuova fase di cooperazione per il futuro dell’auto. Insomma, la sensazione è che si parlerà molto del bonus per furgoni e moto nei prossimi tempi.