Non si arresta il calo per il consumo di vino: gli scenari aggiornati

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Una crisi da non sottovalutare, quella che oggi ci parla ancora una volta del calo per il consumo di vino, alla luce di alcuni studi che vanno esaminati con grande attenzione per il pubblico. Il commercio mondiale del vino sta ridisegnando i propri confini, costringendo i produttori italiani a fare i conti con mercati chiave in ritirata: gli Stati Uniti segnano una contrazione del 6,3%, l’Unione Europea arretra del 2,8%, mentre solo il Regno Unito mostra una sostanziale stabilità.

consumo di vino

Cosa ci dice il mercato sl consumo di vino

Nonostante questa frenata, l’Italia difende la sua leadership storica, confermandosi primo esportatore globale in termini di volumi e secondo per valore dietro la Francia, forte di un saldo commerciale quasi triplicato nell’ultimo ventennio.

Tuttavia, per mantenere questa competitività, il settore dovrà superare alcune fragilità strutturali interne, come la governance prevalentemente familiare, un ricambio generazionale a rilento e una presenza femminile nei consigli d’amministrazione ancora ferma a un marginale 13,6%.

Verso un nuovo modello di business

La sfida principale per il futuro è la forte compressione dei margini: a fronte di un calo del fatturato del 2,8%, l’utile netto è crollato del 7,5%, segno di una struttura dei costi rigida. Come evidenziato dai vertici di Unione Italiana Vini (Uiv), la risposta non risiede più nel produrre di più, ma nel gestire meglio. Per evitare il deprezzamento delle etichette di qualità, causato da stock elevati ed eccedenze di offerta, il comparto dovrà attuare una razionalizzazione sistemica, riducendo le rese e scommettendo su una gestione più manageriale e meno artigianale.

Quali sono le previsioni riguardanti il calo del consumo di vino? Guardando ai prossimi anni, il mercato del vino italiano è destinato a una profonda evoluzione guidata da tre macro-tendenze:

Premiumizzazione e valore sul volume: il mercato premierà sempre di più l’alta qualità e l’autenticità del racconto. Le aziende berranno meno litri globali, ma punteranno a un prezzo medio per bottiglia più elevato.

Apertura a nuovi mercati e target: con la saturazione di USA ed Europa, i flussi commerciali si sposteranno verso mercati emergenti e nicchie di consumatori più giovani, attratti da formati innovativi e sostenibilità certificata.

Consolidamento e fusioni: la governance familiare evolverà gradualmente verso l’ingresso di fondi d’investimento e manager esterni. Questo favorirà aggregazioni tra cantine, necessarie per ottimizzare i costi fissi e reggere l’urto della competizione globale.

Insomma, ci sono scenari da valutare con grande attenzione a proposito del calo del consumo di vino oggi.