L’Italia, per interpretare il cambiamento del settore degli investimenti è emblematica perché i nostri connazionali, storicamente, hanno sempre investito i risparmi nel mattone. Quindi, se questo trend cambia senso nel nostro paese, vuol dire che è in atto una piccola “rivoluzione finanziaria”.

Secondo gli analisti, l’Italia è il “paradiso del risparmio”, nel senso che i cittadini tricolore, tendenzialmente, sono portati al risparmio di piccoli capitali da lasciare in eredità alle generazioni future. Questi capitali assumevano quasi sempre la forma di un immobile, nel senso che s’investiva nell’acquisto o nella costruzione di una casa.

Oggi però, la capacità di risparmio è notevolmente diminuita, il reddito disponibile è calato e il welfare familiare sta venendo meno, quindi cambia anche il profilo dell’investitore italiano. Nel 2012, per esempio, la liquidità è stata l’elemento rilevante della nostra economia.

A dirlo sono i dati dell’indagine Acri-Ipsos che fotografano la situazione degli investimenti nostrani: in crescita i cittadini in possesso di azioni che salgono dal 6 all’8 per cento, ma sono in aumento anche i proprietari di bond e certificati di deposito (con un passaggio dall’8 al 10 per cento) e i possessori di titoli di Stato che sono passi dal 5 al 9 per cento.

Interessante il fatto che sia in aumento anche il numero di cittadini che ritengono che sia arrivato il momento d’investire.

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