La Commissione Europa si dota di un nuovo organo che ha lo scopo di monitorare sul fisco degli stati membri. Una ong composta da autorità nazionali, Parlamento Ue e altri esperti nominati dalla Commissione che vigileranno su quanto ogni stato fa per combattere l’evasione fiscale.

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Il ruolo di questa organizzazione è quello di monitorare i progressi di ogni stato su quanto la Commissione Europea ha raccomandato in materia di fisco, secondo due direttive principali: da un lato l’individuazione dei paradisi fiscali e del loro inserimento nelle black list e, dall’altro, l’individuazione dei metodi più adatti per bloccare le imprese che evadono le tasse.

Secondo la Commissione, infatti, pur se molti stati stanno facendo dei passi avanti nella lotta all’evasione, è necessario che queste intenzioni si trasformino in atti concreti per non vanificare i risultati fin qui ottenuti.

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La Commissione Europea ha inoltre esortato gli stati dell’Unione ad approvare il mandato per aggiornare l’accordo sullo scambio di informazioni con i cinque paradisi extra-Ue (Svizzera, Liechtenstein, Principato di Monaco, Andorra e San Marino) in discussione al prossimo incontro dell’Ecofin, appello diretto soprattutto nei confronti di Austria e Lussemburgo, unici due stati che si sono opposti alla ratifica del mandato.

 

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