In tutta l’area Ocse si è registrata una diminuzione dell’inflazione al minimo dal 2009.Le economie più avanzate dell’Eurozona devono affrontare il nuovo rallentamento dell’andamento dei prezzi registrato nel mese di luglio: come evidenzia l’Organizzazione di studi economici, infatti, i prezzi al consumo sono saliti a luglio dell’1,9 per cento sui 12 mesi,  su anno, in confronto ai 2,1 punti in più di giugno; dati immutati, invece, sul mese.

Ocse, Italia promossa dopo i dati sulla produzione industriale

L’Ocse, inoltre, chiarisce come si rilevi con evidenza il rallentamento europeo, che assiste ad una crescita dell’inflazione che si attesta allo 0,4 per cento, il livello più basso dal 2009. L’Ocse chiarisce ancora che il rallentamento riflette soprattutto la diminuzione dei prezzi dell’energia, aumentati del 2,3 per cento contro il 3,1 di giugno; fermi i prezzi degli alimentari a +2,1 per cento sui 12 mesi. Lasciando fuori alimentari ed energia, i prezzi al consumo sono quindi stabili a 1,9 punti per il terzo mese consecutivo.

Per quel che riguarda, infine, i paesi interessati, ad esclusione della Francia, con inflazione stabile a +0,5 punti a luglio, i prezzi al consumo frenano in tutti i maggiori paesi: +3,4 punti il Giappone (da +3,6 di giungo), +2,1 per cento il Canada (da +2,4), +2 per cento negli Usa (da +2,1), +1,6 punti in Gran Bretagna (da +1,9), +0,8 per cento in Germania (da +1) e +0,1 punti in Italia (da +0,3). Nel G20, afferma l’Ocse, i prezzi al consumo rallentano al 2,8 dal 2,8 per cento di giugno: calo più forte in Indonesia, Russia,  Sud Africa e Arabia Saudita, rispettivamente con dati nel mese di luglio che passano da +4,5 a +6,7 per cento, da +7,4 a +7,8 per cento, da +6,6 da +6,8 per cento e da +2,6 da +2,7 per cento.

 

 

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