Italia, bene il settore no profit

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Il Gruppo Cooperativo CGM ha presentato le cifre del settore no profit in Italia. Un settore che va a gonfie vele con ben 42.000 occupati e 1,4 miliardi di fatturato.

A livello di imprese sociali, dunque, si tratta della prima rete nel nostro Paese. Questi dati sono stati resi possibili dall’attuale trasformazione del contesto sociale. Essa, infatti, investe il modello di business della cooperazione che è chiamata a diventare agente di sviluppo nella Penisola. Al fine di raggiungere questo obiettivo la rete CGM ha sviluppato una serie di ibridi organizzativi, ovvero forme organizzative e societarie aperte all’ingresso di soggetti appartenenti al settore for profit.

Stefano Granata, presidente del Gruppo Cooperativo CGM, ha commentato:

Il valore di questo nuovo modello di impresa è quello di aprirsi alla possibilità di realizzare progetti di impatto sociale con processi industriali, con grandi volumi di investimenti portati proprio dei soggetti for profit. In questo modo anche il mondo della cooperazione sociale è messo nelle condizioni di diversificare i settori di intervento, e di accedere ad ambiti finora preclusi, come quello dell’housing. Viceversa il valore competitivo delle imprese sociali è quello di avere rapporti consolidati nei territori, di essere accreditate presso una molteplicità di stakeholder.  Questo le rende interlocutori primari per soggetti esterni che intendono arrivare dentro quegli stessi territori in modo efficace con le proprie iniziative d’impresa, soprattutto in settori che riguardano i beni comuni. Secondo le ultime rilevazioni Istat le organizzazioni non profit in Italia sono 301.191 (+28% nel decennio 2001-2011) per un totale di 680.811 addetti retribuiti (+39,4% nello stesso periodo). Il numero delle cooperative sociali, ovvero il modello di impresa sociale più diffuso in ambito non profit, dal 2001 al 2011 è cresciuto del 98,5%.

 

 

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