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Italia, Ocse alza stime

L’Ocse ha elevato le stime sulla crescita dell’economia italiana e promosso il Jobs Act formulato dall’esecutivo guidato da Matteo Renzi.

Tuttavia il quadro economico globale presenta ulteriori elementi di rallentamento, inerenti soprattutto la difficile situazione dei mercati emergenti.

Nell’ultima edizione del suo Economic Outlook, l’Organizzazione di Parigi ha scritto che il Pil dell’Italia, contrattosi dello 0,4% lo scorso anno, è atteso in espansione dello 0,8% nel 2014 e dell’1,4% sia nel 2016 che nel 2017. Si tratta di una lieve revisione al rialzo rispetto alle previsioni contenute nell’Interim Economic Outlook di settembre (+0,7% nel 2015, +1,3% nel 2016). Si tratta di altre stime, dopo quelle di Istat e Commissione Ue, tutto sommato in linea con il governo per quest’anno (+0,9% per la nota di aggiornamento del Def) e un po’ meno ottimistiche per il prossimo (+1,6% secondo il governo). Per il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, sono “una buona notizia”. Una nota positiva per la Penisola viene da riforme e recupero del lavoro: il Jobs act e gli sgravi per le assunzioni “stanno trainando la svolta del mercato del lavoro” in Italia, “hanno portato a un rilevante aumento dei nuovi contratti a tempo indeterminato e ampliato le reti di sicurezza sociale, rendendo la crescita più inclusiva”. Per l’Ocse, il tasso di disoccupazione calerà dal 12,3% di quest’anno all’11,7% nel 2016 e 11% nel 2017. Una ulteriore spinta alla ripresa arriverebbe dalla bad bank, che potrebbe far riprendere gli investimenti.

Comolessivamente, però, le prospettive di crescita globale si sono fatte più fosche quest’anno, e in particolare le economie dei Paesi emergenti sono una fonte chiave di incertezza, dato il loro ampio contributo al commercio globale e alla crescita del Pil”. Ragione per cui per il 2015 il pronostico di espansione globale scende a +2,9% dal +3% prospettato nel rapporto intermedio di settembre e dal +3,1% indicato nell’outlook di giugno. Per il 2016, le attese scendono a +3,3% dal +3,6% stimato due mesi fa e dal +3,8% di giugno.

 

 

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