Sono sempre di più i laureati che rimangono senza un’occupazione anche dopo un brillante percorso accademico. Il problema, da un lato, sta nella stagnazione del mercato del lavoro in Italia conseguente alla crisi economica che non lascia spazio ai giovani e alle nuove leve, e, dall’altro lato, la responsabilità sta nella scelta del percorso da affrontare.

Infatti, soprattutto in tempi di profonda crisi come quello che stiamo vivendo, l’indirizzo di studi da intraprendere all’università è condizionato dagli sbocchi professionali che questi aprono agli studenti. I tempi sono cambiati e sono cambiati anche i titoli di studio che garantiscono un lavoro dopo il conseguimento della tanto agognata laurea e una retribuzione mensile commisurata all’investimento fatto.

Quali sono le lauree più spendibili sul mercato?

E’ ormai risaputo che le lauree in materie umanistiche, almeno negli ultimi 10 anni, non garantiscono nessuna certezza per il futuro, anzi. Le lauree che aprono le migliori porte per il futuro, sia in termini di occupazione sul breve periodo sia in termini di remunerazione sul lungo periodo, sono economia e ingegneria.

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Laurearsi in economia porterà a guadagnare circa 26 mila euro in più all’anno di chi si è laureato in lettere, mentre un ingegnere avrà accesso ad uno stipendio più alto di circa 25.500 euro di quello di un letterato.

La remunerazione però, non dipende solo dal percorso di studi scelto: in Europa persiste ancora una profonda differenza tra i compensi degli uomini e delle donne: le donne guadagnano in media circa il 17% in meno rispetto agli uomini ogni ora di lavoro.

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