La settimana dei mercati comincia all’insegna della ricerca di stabilità dopo lo shock della Brexit e i successivi rimbalzi. Tuttavia, Milano è letteralmente travolta dall’incertezza relativa al comparto bancario e in particolare al Monte dei Paschi: Milano arrivata a perdere l’1%, recupera parzialmente al -0,6%.

Poco mosse le altre Piazze europee, appesantite dalle vendite diffuse anche tra gli istituti di credito stranieri: Londra tiene la parità, mentre Parigi e Francoforte arretrano dello 0,3% circa in una giornata orfana di Wall Street.

A Piazza Affari il settore bancario resta dunque sotto i riflettori, con l’indice di categoria in rosso di oltre tre punti percenutali e molti titoli del comparto, quali ad esempio Unicredit o Bper; titoli che passano da fasi di sospensione. Francoforte ha chiesto al Monte dei Paschi un piano per ridurre le sofferenze nel prossimo triennio, con una lettera inviata alla vigilia del referendum sulla Brexit che genera oggi vendite in Borsa. Ulteriore pressione sul management senese, stretto tra l’incalzante vigilanza europea focalizzata sulla pulizia di bilancio e l’attesa dei risultati degli stress test dell’Eba (in pubblicazione a fine mese), che potrebbero sollevare ulteriori dubbi sulla capitalizzazione dell’istituto in caso di scenari avversi. L’istituto senese ha confermato in una nota di aver ricevuto la lettera, che rappresenta una “bozza di decisione” alla quale seguiranno le contro-deduzioni di Mps.

Si profila quindi la tabella di marcia suggerita dalla Bce, che comporta una riduzione dell’esposizione lorda ai crediti non performing (npl) dai 46,9 miliardi del 2015 ai 32,6 miliardi del 2018.

La partita bancaria prosegue intanto a livello governativo, con un incontro previsto tra i vertici del Tesoro, soci e rappresentanti del fondo Atlante.

 

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