I mercati sono molto più sereni dopo i dati sull’economia tedesca. Dati che hanno rispecchiato le attese, e che sono stati vincolati dalle parole di Jens Weidmann in replica a Mario Draghi rilasciate durante la giornata di ieri.

Nella giornata di venerdì scorso Draghi aveva ribadito di voler intervenire con ogni mezzo necessario per fronteggiare la deflazione. Gli analisti hanno interpretato le sue parole come volontà di lanciare l’acquisto di titoli di Stato anche sui mercati, ovvero lanciare il quantitative easing. Prontamente, Weidmann ha parlato di enormi ostacoli legali per l’acquisto da parte dell’Eurotower. Inoltre, il numero uno della Buba ha suggerito ai governi di concentrarsi di più sulla crescita.

A favore di Draghi ci sono invece le dichiarazioni dell’Ocse che è preoccupata per il rischio deflazione e chiede più sforzi per supportare la ripresa.

Intanto, gli esperti commentano così la situazione dei mercati e dell’economia tedesca.

In uno scenario di tensioni all’interno dell’Eurotower sono arrivati con un certo sollievo i dati sul Pil tedesco e Usa relativo al terzo trimestre: l’economia è cresciuta dello 0,1% nel terzo trimestre e dell’1,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I numeri confermano, dunque, le stime preliminari e scongiurano il rischio di “recessione tecnica” per la prima economia del Vecchio continente. Nello stesso periodo il Prodotto interno americano ha segnato un aumento del 3,9%, percentuale rivista al rialzo dal 3,5% della prima stima. Il dato è migliore delle previsioni degli analisti, che attendevano un aumento del 3,3%. La stima finale arriverà il mese prossimo. Nel secondo trimestre il Pil era cresciuto del 4,6%, dopo la contrazione del 2,1% del primo trimestre. Nell’intero 2012 la crescita era stata del 2,2%. Calano, invece, i dati sulla fiducia dei consumatori e l’indice manifatturiero.

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui