Mutuo, meglio il fisso o il variabile? Attenzione all’Euribor

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 Continua a restare fermo il mercato dei mutui, diversi quelli richiesti, pochi quelli concessi dalle banche e tutto si ferma. Diverse anche le oscillazioni dell’Euribor, nell’ultima settimana l’indice a 1 mese è salito dallo 0,13% allo 0,16%.

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Sono solo tre centesimi ma, quando ci si avvicina a quota zero, come riportato dal Sole24Ore, anche le piccole variazioni vanno ad incidere se valutate in termini percentuali (+23%). Il problema, quindi, è vedere se questo aumento è solo il primo segnale di futuri aumenti dei tassi o se è un movimento attuale e basta.

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Per comprendere ciò che potrebbe accadere in futuro, bisognerà seguire l’andamento dell’Euribor. Le stime dicono che nei prossimi cinque anni, l’indice dei mutui salirà ma più lentamente rispetto a quanto il mercato ritenesse prima dell’8 novembre, data in cui la Bce ha tagliato i tassi allo 0,25%. Ad oggi sono solo previsioni che poi sul lungo periodo potrebbero essere anche disattese. Per ora non ci dovrebbe essere nessuna preoccupazione per chi sta pagando le rate di un mutuo a tasso variabile, anzi stando ad esperti ed analisti, uno dei pochi punti fermi di questo difficile momento economico è che i tassi resteranno bassi ancora a lungo.

Intanto, l’andamento del indice Euribor per i mutui, sta influenzando chi  vuole decide di accendere un nuovo mutuo a optare per il tasso fisso. Infatti, se l’Euribor salisse, anche fra qualche anno, la convenienza del variabile rispetto al fisso verrebbe meno.

 

 

 

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