Il debito pubblico italiano è cresciuto a causa delle spese delle amministrazioni centrali

 Si è toccato un nuovo record assoluto per il debito pubblico italiano che nel mese di maggio è aumentato di 20 miliardi rispetto al mese di aprile e è arrivato a quota 2.166,3 miliardi. Questo è quanto emerge dal Supplemento conti pubblici al bollettino statistico di Bankitalia. Quindi, dati alla mano, dall’inizio dell’anno il debito pubblico italiano è aumentato di 96 miliardi con una crescita del 4,7%. 

In Italia, il debito pubblico non conosce “crisi”. Nuovo record a 2.166,3 mld

 Si è toccato un nuovo record assoluto per il debito pubblico italiano che nel mese di maggio è aumentato di 20 miliardi rispetto al mese di aprile e è arrivato a quota 2.166,3 miliardi. Questo è quanto emerge dal Supplemento conti pubblici al bollettino statistico di Bankitalia. Quindi, dati alla mano, dall’inizio dell’anno il debito pubblico italiano è aumentato di 96 miliardi con una crescita del 4,7%. 

Le Borse americane continuano a registrare nuovi massimi

 Nuovi massimi sulle borse americane, con questa volta il Dow Jones a ricoprire il ruolo di protagonista. Le trimestrali di Citigroup, in forte peggioramento rispetto all’anno precedente ma migliori delle aspettative, dopo che è stato trovato un accordo pari a 7 miliardi d dollari per sistemare l’annosa questione legata ai mutui.

Mutui, le offerte di Ubi e Cariparma

 Siamo in un periodo in cui sembra che il mercato dei mutui stia tornando piano piano a far registrare dei nuovi movimenti positivi, dal momento che sta ridando segnali positivi, in modo particolare dopo la nuova liquidità erogata dalla Bce, ed ecco che ci sono nuove proposte che vengono fatte da parte dei grandi gruppi bancari.

Esodati e quota 96, presto una riforma apposita

  Dopo gli esodati, e auspicando in una soluzione realmente vicina per i Quota 96, le tipologie che avrebbero maggior diritto e dovrebbero usufruire di possibili interventi alle pensioni sono quelle dei lavoratori precoci e usuranti, categorie molto  penalizzate dall’entrata in vigore della riforma pensioni Fornero, che continuano a ribadire da tempo il bisogno di modifiche che consentano loro di lasciare prima il lavoro, ma a cui fino ad oggi non è stata data nessuna risposta.