Pensioni, quasi metà degli italiani con meno di 1000 euro al mese

 Inps e Istat hanno pubblicato l’annuale rilevazione sulle pensioni erogate in Italia, un quadro da cui emerge, prima di tutto, che poco meno della metà dei pensionati italiani (il 42.6%, ovvero circa 7 milioni di persone) nel 2012, anno a cui si riferiscono i dati, ha percepito un reddito da pensione inferiore ai mille euro al mese.

Tutto questo proprio nel momento in cui si discute animatamente sul sistema pensionistico italiano e su una sua necessaria riforma atta a ridistribuire le risorse tra tutti coloro che, ad oggi, hanno diritto all’assegno mensile degli enti di previdenza.

Euro, rimane in una posizione di trend al rialzo

 L’euro non vuole saperne di scendere e le borse continuano ad inanellare nuovi massimi, assoluti per quanto riguarda lo S&P500 e relativi, ma comunque molto interessanti ed importanti, per quanto riguarda le europee, con Dax e Ftse Mib (i nostri osservati speciali) che non hanno accennato a frenare, nemmeno di fronte a dati sulla disoccupazione che hanno visto un 13% per l’Italia ed un 6.7% per la Germania (il primo peggiore delle attese, il secondo sostanzialmente in linea con esse), indice di risk on.

La Bce prepara la riunione di giovedì

 Mancano due giorni alla tanto attesa decisione sui tassi da parte della Banca Centrale Europea, di cui abbiamo discusso ieri e da cui, dalla price action di mercato, sembra non attendersi nulla il mercato.

Inflazione, in Europa ancora in discesa

 Il mese di aprile si apre non certo all’insegna dell’ottimismo. Il dato pubblicato ieri sull’inflazione europea non lascia spazio ad interpretazioni e giovedì l’istituto centrale europeo non ha più scuse per non intervenire, come sempre, in ritardo, per tentare di arginare una situazione che purtroppo è figlia del non interventismo, secondo mandato e statuto, che purtroppo potrebbe essere comunque mantenuto in essere (la reazione dell’euro di ieri indica che questo è prezzato dal mercato).

Come cambia il mondo del lavoro con le nuove riforme

 Cambiamento per i contratti a tempo determinato. È il primo provvedimento nel campo del lavoro approvato dal governo Renzi. La norma principale del decreto prevede di alzare la durata massima dei contratti a tempo determinato senza causale da 12 a 36 mesi.

Spending Review, cosa accade alle Regioni e Provincie

 Nei tagli alla spending review Carlo Cottarelli ha presentato un elenco di 33 voci e cinque capitoli di spesa, che prendono il via dall’efficientamento diretto della pubblica amministrazione, da cui ricavare, 2,2 miliardi nel 2014, 5,2 miliardi nel 2015, 12,1 nel 2016.