Petrolio, prezzi in caduta libera

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Continuano a scendere le quotazioni del petrolio. Attualmente il Wti, future con scadenza a nocembre di quest’anno, è di poco superiore alla soglia degli ottanta dollari al barile. Il Brent, invece, ha raggiunto i suoi minimi storici dagli ultimi quattro anni ad oggi. In rapporto alle previsioni della vigilia, si registra un calo del 2%.

Dall’inizio del 2014, il Wti ha lasciato sul terreno più del 18%. Inevitabile il taglio delle stime di domanda mondiale di greggio da parte dell’IEA, la quale ha pronosticato il ritmo di crescita della domanda di greggio più basso dal 2009 ad oggi.

Le conseguenze, per il mercato del Forex, sono diverse. Tra le valute più sensibili al calo dei prezzi a barile occorre menzionare il rublo russo, la corona norvegese e il dollaro canadese. Per il loonie è stato necessario un aggiornamento dei minimi a cinque anni in rapporto al dollaro americano sulla base delle elevatissime preoccupazioni relative alla discesa dei prezzi al barile. Il petrolio è la principale voce nell’export per il Canada. Le prossime congiunture del Paese nordamericano, dunque, potrebbero risentirne molto.

Il rublo ha ripreso la discesa a seguito di un aggiornamento dei minimi nel cross con il dollaro, elevandosi sopra il livello di quota 46, successivamente al leggero rimbalzo della vigilia sulla falsa riga del piano governativo per inaugurare aste in valute estere.

La caduta è intensa anche per ciò che concerne la corona norvegese dopo un calo nella giornata di ieri pari a oltre l’1,5% in confronto al dollaro Usa con cross Usd/Nok superiore a quota 6,60. A settembre il surplus commerciale norvegese è sceso da 22,4 a 21,6 miliardi di corone norvegesi.

 

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