A Piazza Affari è “l’ora del Campari”

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Per Campari è “l’ora” di fare i conti. Conti che mandano il titolo sugli scudi in Borsa. I primi tre mesi del 2016 sono stati molto positivi, in virtù di un incremento dell’utile e delle vendite.

Nei dettagli, l’utile viaggia intorno ai 40 milioni di euro: si tratta del 26% in più rispetto al medesimo periodo del 2016. Le vendite, da par loro, hanno subito una variazione organica del 7,2% in più; la crescita organica dei brand è pari all’11,9%. Numeri alla mano, le vendite si sono dunque attestate a 327 milioni di euro.

Ottimo anche il margine di contribuzione, pari a 126,7 milioni e portatore di una variazione anche in questo caso positiva (+7,5% in confronto al 2015). L’Ebitda è al momento a quota 66,8 milioni e ha fatto registrare una progressione del +18,8% sui dodici mesi.

L’Ebit è di 54 milioni circa; registra un incremento del 21,1%. Per quanto riguarda il debito finanziario netto, esso è risultato pari a 923 milioni di euro. L’aumento dal 31 dicembre 2015 è di 825 milioni.

Questo, in definitiva, il commento del Ceo Kunze-Concewitz:

Nel primo trimestre del 2016 abbiamo registrato risultati molto positivi per tutti gli indicatori di performance operativa a livello organico. Questi risultati sono stati ottenuti grazie alla costante implementazione della nostra strategia di crescita che ha portato al continuo miglioramento del mix delle vendite in termini di prodotto e mercato. In particolare, i brand a priorità globale e a elevata redditività continuano a mostrare un andamento positivo e superiore alla crescita media del Gruppo, a beneficio dell’espansione della marginalità operativa. Inoltre, abbiamo conseguito una crescita organica positiva in tutte le aree geografiche di riferimento e, in particolare, nei mercati sviluppati a elevata marginalità, quali Nord America ed Europa occidentale.

 

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