I prezzi saranno anche pressoché fermi, tuttavia per una famiglia italiana un’inflazione allo 0,2% si configura ugualmente come un aggravio.

Soprattutto in alcune città e specialmente dal momento che – come ancora succede in molte famiglie – ci sono problemi sul lavoro. Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, che ha rielaborato i dati comunicati oggi dall’Istat, ad agosto Milano risulta essere la terza città più cara d’Italia dopo Bolzano e Roma. Nel capoluogo lombardo, infatti, si registra un’inflazione dello 0,4%, il doppio di quella media nazionale, che si ferma a +0,2%. “In termini di aumento del costo della vita, per una famiglia milanese di 3 persone significa avere una maggior spesa, su base annua, di 162 euro”, dicono i consumatori.

La città più cara d’Italia si conferma Bolzano, che registra il maggior aumento dei prezzi (+0,7%), con un aggravio di spesa, per una famiglia da 3 componenti, di 321 euro su base annua. Seguono Roma, dove l’inflazione dello 0,6%, il triplo di quella media nazionale, si traduce in un rialzo del costo della vita di 201 euro e Milano, in terza posizione, dove l’incremento dei prezzi dello 0,4% determina una spesa aggiuntiva di 162 euro, sempre per una famiglia di 3 persone. L’inflazione meneghina è uguale a quella di Genova e Napoli, ma essendo il capoluogo lombardo più caro in valore assoluto, la stangata per i milanesi risulta maggiore rispetto ai genovesi e ai napoletani. La palma del risparmio, invece, spetta a Bari, dove l’abbassamento dei prezzi dello 0,4% consente ad una famiglia di 3 persone di risparmiare 108 euro su base annua, in termini di riduzione del costo della vita. Al secondo posto Bologna, con -78 euro di spesa, seguita da Trento, dove una famiglia di 3 persone risparmierà 38 euro.

 

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