Un matrimonio, quello tra FCA e PSA, che darà modo ad entrambe le aziende di crescere e rafforzarsi ancora di più: è quel che ha dichiarato Carlo Tavares, futuro CEO del gruppo e capo dei francesi. Per i due interlocutori delle automotive dicembre potrebbe rivelarsi un mese davvero importante.

Francesi sostenitori matrimonio FCA-PSA

Entro dicembre 2019, se tutto andrà bene, i due gruppi firmeranno il Memorandum di fusione tra FCA e PSA: sarà questo il documento che darà il via libera ufficiale al processo di unione tra queste due importanti realtà che, una volta concluso, darà vita ad una società che si piazzerà al quarto posto tra le realtà globali del settore automotive. Con numeri da capogiro e possibilità di guadagno infinite.

Il futuro CEO Carlo Tavares ha espresso la sua opinione nel corso di un’intervista rilasciata a Detroit dopo essere stato premiato con l’Automotive News All Stars Industry Leader of the Year Award. E le sue parole hanno mostrato ancora una volta come entrambi i gruppi credano nelle potenzialità della loro unione:

Abbiamo riconosciuto che entrambe le aziende hanno affrontato momenti difficili in passato, ed entrambe hanno saputo risollevarsi. Entrambe hanno raggiunto un livello di maturità tale da rendersi conto che è il momento di affrontare insieme le sfide del futuro e che è meglio compiere questo percorso insieme che da soli“.

Un livello di coinvolgimento e maturità che Tavares ha sottolineato di toccare con mano in ogni momento della trattativa che non solo soddisfa ma spinge a voler fare sempre meglio.

Anche Marchionne voleva fusione FCA-PSA

Nel corso dell’intervista concessa si è parlato anche di come effettivamente la fusione tra FCA e PSA sia stato qualcosa di accarezzato da entrambi diverse volte come idea: anche Sergio Marchionne diverse volte aveva sottolineato come la loro unione avrebbe potuto portare alla crescita di un grande gruppo. Carlo Tavares ha parlato anche di questo:

Aveva ragione. Ancor di più con i tempi attuali. Le sfide tecnologiche e di sviluppo sono difficili e costose. L’economia di scala di cui parlava Sergio era una strada giusta da percorrere. Ho sempre avuto un grande rispetto per la sua abilità di prevedere le cose e di pensare in prospettiva“.

Il numero uno dei francesi non teme le conseguenze di potenziali guai giudiziari che potrebbero stressare FCA negli Stati Uniti per via di General Motors e della causa intentata per presunte tangenti, sottolineando come il gruppo italoamericano sia stato molto chiaro a proposito della sua estraneità nei fatti.

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