Il clima attorno ai mercati finanziari non è di certo dei migliori dopo tutte le numerose vicissitudini delle ultime settimane. Basti pensare alle tensioni geopolitiche che attanagliano numerose zone mondiali (Russia e Iraq in primis), alle notizie provenienti dall’industria tedesca, dal Nord della Corea, alla strage Isis, ad un’Europa che dalla Grecia alla Spagna (passando per l’Italia) mostra ulteriori segnali di cedimento.

Il tend è di quelli negativi, e gli operatori non ne fanno mistero ormai da più di un week-end. Il livello di inflazione, inoltre, è troppo basso. Anche i tassi, di conseguenza, subiscono effetti collaterali e sono coinvolti nelle tendenze negative successive ai dati congiunturali. In tutto ciò, il calo dei prezzi delle materie prime è alquanto significativo.

La Bce prova a superare il periodo cercando di adottare misure non convenzionali. Quali? allentamenti quantitativi, acquisti di assets e debiti, sono alcune di queste. Già, perché la congiuntura globale è in allarme, con rinnovato rischio recessione in Europa. Questo il parere generale tra gli operatori finanziari:

 

La crescita è sotto le aspettative e si trova in fase di rallentamento negli States, in Gran Bretagna e in Cina. Si assiste a una mancata ripresa vigorosa per il Giappone. Le sanzioni Urss e il dilagare del virus Ebola giocano la loro parte in questo clima che riduce le prospettive di ripresa. A preoccupare i governi, inoltre, ci pensa la disoccupazione, unitamente al calare degli utili aziendali nell’ultimo trimestre annuale. Tutta questa situazione si riversa sul mercato del Forex. Dopo la fase correttiva di medio termine sugli indici, siamo nell’ordine di oltre il 10c dai massimi. L’indice Dax si trova a meno 13pc, mentre il Nasdaq è ai minimi da due mesi a questa parte. Ancora sotto pressione, poi, il recupero su oro, commodities e argento.

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