Secondo semestre: su quali trade investire?

Un team di esperti di Sofia sgr. lancia una serie di consigli.

3 Settembre 2015 13:320 commentiVisualizzazioni: 25

In prossimità del secondo semestre vale la pena farsi un’idea su quelle che sono le migliori scelte di investimento.

Nei giorni scorsi è arrivato un ottimo parere da parte del team di esperti di Sofia sgr, società di gestione patrimoniale indipendente specializzata in wealth management.

Long equity Italia

Nonostante la buona performance già registrata da inizio anno, l’Equity Risk Premium si attesta ancora su livelli superiori alla media di lungo termine. Questa considerazione, unita alle potenzialità di crescita che potrebbero essere sbloccate grazie alle Riforme di Governo inerenti i Non-Performing Loans, ci fa pensare che il mercato azionario italiano possa avere delle prospettive di crescita molto interessanti.

Long equity Eurozona

L’esaurimento della correzione iniziata sui massimi di aprile ha aperto a nuove opportunità di ingresso sull’azionario dell’Eurozona. Crediamo che la risoluzione della questione greca possa essere propedeutica a rivedere e superare i massimi del 2015.

Long high yield

Il programma di Quantitative Easing lanciato dalla Bce, superata l’impasse greca, dovrebbe proseguire il proprio influsso positivo di riduzione del premio al rischio. Se a questo aggiungiamo una prospettiva di crescita economica per l’Europa, è facile spiegare la scelta di posizionarci sul segmento High Yield europeo. Inoltre, lo studio dei passati QE (e di quello statunitense in particolare) ci insegna come le obbligazioni ad alto rendimento abbiano mediamente sovra-performato l’indice delle obbligazioni Investment Grade.

Long subordinate finanziarie

Le obbligazioni subordinate finanziarie offrono tra i rendimenti più alti all’interno del panorama obbligazionario europeo. A parità di rating, lo spread risulta superiore alle obbligazioni High Yield non subordinate. La riduzione del  premio al rischio dovrebbe quindi essere favorevole soprattutto per queste obbligazioni. La paura di un eccesso di emissioni in arrivo nei prossimi anni e l’alto rischio percepito soprattutto sui nuovi strumenti CoCo, impone un’attenta valutazione dell’emittente e della subordinazione. La nostra preferenza va principalmente alle banche “National Champions”, con una struttura più solida e maggior flessibilità in caso di situazioni avverse di mercato.

 

 

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