Confermato l’aumento dei prezzi delle sigarette in Italia ad aprile 2026

Va approfondito il tema dell’aumento dei prezzi delle sigarette in Italia ad aprile 2026. L’arrivo della metà di aprile 2026 segna una svolta significativa per le tasche dei fumatori italiani, con un nuovo e incisivo aggiornamento dei prezzi che colpisce l’intero comparto dei tabacchi lavorati. Come stabilito dalle recenti disposizioni fiscali, l’adeguamento delle accise ha innescato una serie di rincari che variano mediamente tra i venti e i cinquanta centesimi per ogni confezione.

aumento dei prezzi delle sigarette

Come si vendono le sigarette elettroniche

 Le sigarette elettroniche sono state uno dei più promettenti business degli ultimi dieci anni. Inventate in Cina nel 2003, paese in cui, paradossalmente, sono state successivamente vietate, sono approdate in occidente come un’isola felice che ha reso altrettanto soddisfatti venditori e consumatori. In breve tempo sono riuscite ad intaccare il monopolio detenuto sui tabacchi dalle istituzioni nazionali. 

E-Cig, il Tar sospende la maxi tassa

 Le aziende del comparto delle sigarette elettroniche possono tirare un sospiro di sollievo. Il Tribunale Amministrativo del Lazio ha infatti accolto il ricorso fatto dai produttori delle e-cig dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (DM 16.11.2013 ) a novembre dello scorso anno del decreto ministeriale che imponeva un’imposta del 58.5% e l’obbligo per i produttori di adempire a tutte le pratiche amministrative previste per i produttori della bionde.

Soddisfatti i produttori delle sigarette elettroniche, ma c’è ancora da attendere la decisione della Corte Costituzionale che dirà se il decreto è da cancellare, modificare o lasciare invariato.

Una brusca frenata per il settore delle sigarette elettroniche

 Il settore delle sigarette elettroniche fino a qualche mese fa era uno dei business più promettenti dell’ultimo periodo. Nel giro dell’ultimo anno, infatti, da luglio 2012 ad agosto 2013, il settore delle sigarette elettroniche ha prodotto quasi 6800 posti di lavoro, grazie all’apertura di altri 1700 negozi, per un totale di circa 4500 unità.