Per la metà degli italiani la tredicesima sarà polverizzata dalle tasse e dalle rate del mutuo. Soltanto un italiano su quattro riuscirà ad usare quei soldi anche per l’acquisto dei regali di Natale

È forse il primo anno della ripresa ma questa ripartenza non è ancora strutturata a dovere e così capita che le tredicesime non siano utilizzate per l’acquisto dei regali di Natale se non in pochi casi. Quel piccolo stipendio supplementare finirà nelle mani del fisco o delle banche, sarà cioè utilizzato per il pagamento delle tasse o delle rate del mutuo.

Spesa per i regali di Natale, -1,6% rispetto al 2014

È quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixè in riferimento al prossimo pagamento delle tredicesime che arriva in concomitanza con l’ingorgo fiscale del 16 dicembre con il pagamento tra l’altro di Imu e Tasi e Tari.

Le tredicesime che porteranno circa 40 miliardi di euro aggiuntivi nelle busta paga di lavoratori dipendenti e pensionati saranno però anche un incentivo ai consumi e al risparmio con un italiano su quattro (24%) che le userà per le spese di Natale e il 21 per cento pensa al futuro con il risparmio, mentre gli altri preferiscono non rispondere.

Nove italiani su dieci (92%) non rinunceranno comunque ad acquistare regali per se stessi o per gli altri in occasione delle festività di Natale anche se cambiano le priorità e si riducono gli acquisti di impulso. Quasi la metà degli italiani (54%) – sottolinea la Coldiretti – vorrebbe trovare sotto l’albero qualcosa che gli serve ma che ha rimandato di acquistare mentre solo il 19 % un regalo sfizioso che non si puo’ permettere.

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