Home News Italia Un nuovo patto con gli italiani ma stavolta lo ha firmato Renzi

Un nuovo patto con gli italiani ma stavolta lo ha firmato Renzi

Il presidente del Consiglio ha deciso di fare il suo personalissimo “patto con gli italiani” o almeno così è stato ribattezzato l’elenco di promesse fatte ai cittadini che in cambio dovranno sostenere un cammino di riforme considerato indispensabile. Ecco cosa ha detto Renzi. Basterebbe mettere in fila le dichiarazioni del premier per capire il tenore delle sue promesse che sanno molto di epoca berlusconiana. Lontani dal voler esprimere un giudizio politico sugli annunci del premier, ci limitiamo oggi a valutare gli effetti economici delle sue scelte.

In primo luogo la promessa:

Se le riforme vanno avanti potremo abbassare le tasse di 50 miliardi in 5 anni.

Poi la visione dell’Italia del futuro prossimo, quello che inizia già nell’anno fiscale 2016:

Nel 2016 via tutte le tasse sulla prima casa, nel 2017 via buona parte dell’Ires, nel 2018 scaglioni Irpef e pensioni.

Poi anche un accenno agli strumenti che serviranno per portare a termine il progetto, vale a dire un accenno alla spending review che era stata messa alla gogna qualche mese fa dopo le iniziative mal digerite di Cottarelli. Peccato che anche al premier adesso serva qualcuno che opera dei tagli alle spese. Da settembre allora si comincerà con il tagliare una serie di carrozzoni pubblici.

Renzi però non vuole sembrare generico e spiega per filo e per segno quali saranno le tasse ridotte o addirittura eliminate:

Lo abbiamo sempre detto – ribadisce Renzi – se finalmente il Parlamento fa le riforme, e io credo che ce la farà, per gli italiani si libera la possibilità di pagare meno. Abbiamo sempre detto che, finalmente, dopo tanti anni di immobilismo, si può. E’ un messaggio forte che rivolgiamo agli italiani. Per anni i politici hanno detto ‘vi tassiamo, vi tassiamo, vi tassiamo’. Noi invece, da quando siamo al governo, abbiamo iniziato a restituire soldi che sono degli italiani. Abbiamo iniziato con gli 80 euro. Se le riforme andranno avanti, nel 2016 via tutte le tasse sulla prima casa, Imu e Tasi, nel 2017 via buona parte dell’Ires, nel 2018 scaglioni Irpef e pensioni. Se finalmente arriva questo messaggio di fiducia, l’Italia, che è un grande Paese, smette di essere un paese di piagnistei e lamentele e torna a essere locomotiva d’Europa.

 

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