Impossibile non tornare su un argomento caldo, nel mondo finanziario, come quello del prezzo dell’oro. Il mercato dei metalli preziosi ha appena vissuto una giornata epocale, abbattendo barriere che fino a poco tempo fa sembravano invalicabili. Lโoro e lโargento hanno superato rispettivamente le soglie psicologiche di 5.000 e 100 dollari, segnando nuovi massimi storici in un clima di forte incertezza geopolitica.

Sommario
Il fattore geopolitico e l’ombra di Washington sul prezzo dell’oro
Questa impennata non giunge inaspettata. Il propulsore principale รจ l’instabilitร diplomatica alimentata dalle recenti mosse del Presidente Trump. Con l’approssimarsi delle elezioni di midterm, la retorica della Casa Bianca si รจ inasprita: dalle minacce di dazi punitivi del 100% contro il Canada alle rinnovate pressioni sulla sicurezza della Groenlandia, i rapporti con i partner NATO sono ai minimi termini. Questa strategia “muscolare” sta spingendo gli investitori verso i beni rifugio, temendo una rottura degli equilibri commerciali globali.
I numeri del rally: oro, argento e metalli bianchi
Nello specifico, il prezzo spot dellโoro รจ volato fino a 5.109,69 dollari lโoncia, consolidandosi poi poco sotto tale vetta. I contratti Future seguono a ruota con guadagni superiori al 2%. Ancora piรน clamorosa la performance dellโargento, che ha messo a segno un balzo del 7%, sfiorando i 110 dollari lโoncia. Lโentusiasmo ha contagiato anche il platino (+5%) e il palladio (+4,7%), confermando un acquisto generalizzato su tutto il comparto dei metalli.
L’analisi tecnica: euforia o bolla?
Secondo David Pascucci di XTB, la corsa dellโargento ricorda da vicino i picchi speculativi del 1980 e del 2011. Sebbene il trend sia marcatamente rialzista, l’analista avverte che un’inversione di tendenza รจ possibile, dato che la volatilitร sta crescendo vertiginosamente. Per l’oro, nonostante una stabilitร leggermente superiore, il rischio di “flash crash” (ribassi improvvisi e violenti) resta elevatissimo.
Lo scoglio della Federal Reserve
L’attenzione ora si sposta sulla Fed. Nella riunione del 28 gennaio, Jerome Powell ha mantenuto i tassi invariati, sostenuto da un mercato del lavoro solido e da un’inflazione che non accenna a scendere rapidamente. Gli analisti di ING sottolineano come la banca centrale stia cercando di difendere la propria indipendenza dalle pressioni politiche, specialmente in vista della nomina del prossimo Governatore da parte di Trump.
In questo scenario, i metalli preziosi si trovano a un bivio: continueranno a correre spinti dalla crisi diplomatica o subiranno una correzione fisiologica di fronte a tassi di interesse che restano alti piรน a lungo del previsto? Periodo estremamente turbolento, dunque, per quanto riguarda le oscillazioni sul prezzo dell’oro al momento.