In cosa consiste il taglio delle accise in due tempi a maggio 2026

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Capiamo insieme in cosa consiste il taglio delle accise in due tempi a maggio 2026. L’attuale scenario dei carburanti in Italia sta vivendo una fase di profonda turbolenza, innescata direttamente dalla recente rimodulazione del regime fiscale sulle accise. I dati diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy evidenziano una realtà a due velocità: mentre il gasolio mantiene una relativa stabilità, la benzina subisce un’impennata che incide pesantemente sulle tasche degli automobilisti.

taglio delle accise

La forchetta fiscale che troviamo dietro il recente taglio delle accise

Il cuore della questione risiede nella scelta governativa di differenziare il sostegno fiscale. Secondo il decreto pubblicato recentemente in Gazzetta Ufficiale:

Benzina: il taglio delle accise è stato drasticamente ridotto a soli 5 centesimi, provocando un aumento immediato e sensibile.

Gasolio: è stata confermata la proroga dello sconto di 20 centesimi, mantenendo il prezzo del diesel su livelli più costanti.

Questa asimmetria ha rotto l’equilibrio tra i due prodotti, che per mesi avevano viaggiato su binari paralleli. Il risultato è un rincaro della benzina che, sulla rete ordinaria in modalità self-service, è balzata da 1,754 a 1,890 euro al litro in appena quarantotto ore. In autostrada la situazione è ancora più critica, con medie che sfiorano i 1,96 euro al litro.

L’analisi dei consumatori dopo il taglio delle accise

Le associazioni dei consumatori, in particolare l’Unione Nazionale Consumatori tramite il presidente Massimiliano Dona, parlano di una vera e propria “stangata”. L’impatto complessivo della riduzione del taglio, se si considera anche l’IVA, è stimato intorno ai 18,3 centesimi. Questo si traduce in un aggravio di circa 5 euro per ogni pieno da 50 litri effettuato in autostrada.

Dona sottolinea come i prezzi attuali abbiano già superato le medie critiche del 2023, definendo la manovra una scelta penalizzante per le famiglie, specialmente in coincidenza con i rientri dai ponti festivi. Viene inoltre criticata la gestione delle risorse: l’accusa è che, invece di tassare gli extraprofitti del settore energetico, si sia preferito attingere indirettamente ai fondi destinati ai consumatori (come le multe Antitrust), creando un corto circuito economico.

Prospettive a breve termine

Sebbene sia previsto un nuovo decreto ministeriale per estendere la riduzione fiscale (seppur ridotta) fino al 22 maggio, il timore è che il picco non sia ancora stato raggiunto. Con molti distributori che aggiornano i prezzi con un leggero ritardo rispetto all’entrata in vigore delle norme, i prossimi giorni potrebbero riservare ulteriori sorprese negative per chiunque si metta alla guida di un veicolo a benzina.