Notizie dal G7 di Aylesbury. L’imperativo categorico è creare lavoro. Un impegno che coinvolge i ministri e i governatori degli Stati più industrializzati, dopo due giorni di riunioni a porte chiuse presso il Buckinghamshire, a pochi passi da Londra.

La parola d’ordine è Job Creativity in un momento in cui l’economia globale soffre e in molte aree del globo, Europa in testa, impazza la recessione. Recessione che è la peggior nemica del lavoro.

Ad oggi la disoccupazione è ovunque. Si trova dappertutto, ingrossando l’esercito dei giovani a spasso.

Al G7 hanno individuato il pericolo, affermando che il rischio è che “venga bruciata una intera generazione”.

Questa è la paura del presidente del Parlamento europeo Schultz. Ad oggi ben 74 milioni nel mondo sono ragazzi e ragazze che non hanno speranze lavorative su un totale di 198 milioni. Cifre che sarebbe meglio non conoscere.

L’Italia era nella campagna londinese. Il ministro Saccomanni, portando le idee di Letta che a giugno vorrebbe un vertice per elaborare un piano straordinario del lavoro, parla con i colleghi di applicazione della golden rule sull’abbattimento delle tasse per coloro che assumono giovani. Ottime idee, forse, ma che difficilmente metteranno d’accordo tutti. Questi giorni, però, sono già decisivo a loro modo.

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