Banca Popolare di Bari: passaggio a Spa e poi altre cartolarizzazioni di Npl

4 maggio 2018 09:050 commentiVisualizzazioni: 210

Banca Popolare di Bari Spa

Il 2018 sarà un anno molto importante per la Banca Popolare di Bari. In particolar modo, lo sarà il mese di settembre, dato che finalmente entro tale data dovrebbe essere il passaggio definitivo alla forma di Spa. Non solo, dal momento che tante altre operazioni di primaria importante per tutto il Gruppo pugliese sono in programma.

Entro la fine dell’anno, infatti, verrà portata a termine un’altra operazione di cartolarizzazione per qualcosa come un miliardo di Npl. E si intravedono tanti spiragli positivi anche in merito a partnership distributive, che sono veramente prossime ad essere definite con player internazionali di livello assoluto.

Probabilmente l’assemblea dei soci che si è riunita poche ore fa per l’approvazione del bilancio 2017 sarà anche l’ultima con la forma cooperativa dell’Istituto pugliese, dato che dopo la pausa estiva ci sarà il definitivo passaggio alla Spa, come previsto dalla riforma Renzi stanziata nel 2016, ma a cui la Popolare di Bari non si è ancora adeguato per via dei vari ricorsi al Consiglio di Stato. L’ok arrivato dalla Consulta lo scorso 21 marzo ha permesso di sbloccare la situazione di forte incertezza che stava perdurando, con conseguenze molto negative, da diversi mesi.

Adesso, con la trasformazione in società per azioni, l’obiettivo dell’Istituto pugliese, come evidenziato dallo stesso presidente Marco Jacobini, è quello chiaramente di aumentare la redditività, senza però che questo possa andare a discapito del legame con il territorio. Chiaramente c’è un po’ di rammarico nelle parole del presidente dell’istituto pugliese per tutti i ritardi che si sono susseguiti nella trasformazione in spa, soprattutto in relazione all’incertezza che ne è derivata che, sommata alla crisi economica che dura da più di 10 anni, ha danneggiato notevolmente la Banca Popolare di Bari.

Come detto, tra i programmi della Popolare di Bari c’è anche un’operazione di cessione di altri Npl per una cifra che si aggira intorno al miliardo di euro. In questo modo, si ridurrà anche il livello totale di gruppo, visto che si passerà dal 25% a quasi il 15%.