Bancomat e carte di credito anche per giornali e caffè

La carta di credito e i bancomat sono importantissimi per ogni genere di pagamento, anche per i più piccoli. Se ne discute con la legge di Stabilità

2 Dicembre 2015 14:260 commentiVisualizzazioni: 30

I sistemi di pagamento diversi dai contanti che non tutti gli esercizi commerciali propongono ai clienti, adesso dovranno essere disponibili anche soltanto per il pagamento di un caffé o per l’acquisto di un giornale. Lo spiega bene la legge di Stabilità. 

Fino a questo momento gli esercenti commerciali potevano rifiutare il pagamento con bancomat per importi inferiori ad una certa somma, ad esempio 30 euro. È stato proposto un emendamento per abolire questa pratica ed ora il testo sarà esaminato dalla Commissione Bilancio. Confesercenti e Codacons si dicono soddisfatte della proposta. Adnkronos riepiloga così le loro posizioni.

La posizione del Codacons

Il Codacons promuove “a pieni voti” l’emendamento che consente il pagamento con carta di credito e bancomat anche per piccoli importi. Il presidente Carlo Rienzi sottolinea che “l’Italia è il fanalino di coda d’Europa. Mentre all’estero è consuetudine oramai da anni pagare anche il caffè con il bancomat, nel nostro Paese si registrano resistenze e ostacoli assurdi”. Basti pensare che oggi, rileva Rienzi, “la legge obbliga gli esercenti ad accettare pagamenti con carta di credito solo per importi superiori ai 30 euro, ma non prevede alcuna sanzione per chi impedisce ai consumatori di utilizzare strumenti di pagamento elettronici. Praticamente l’anarchia più totale a esclusivo vantaggio degli esercenti, che finora hanno beneficiato di tale lacuna normativa”. Per far sì che l’emendamento proposto oggi diventi un vero vantaggio per il Paese e per i cittadini, conclude il Codacons, “è necessario introdurre sanzioni pesantissime nei confronti di chi rifiuterà il pagamento con bancomat anche per piccoli importi”.

La posizione di Confesercenti

Per la Confesercenti, “un maggiore uso della moneta elettronica sarebbe senz’altro positivo – si legge in una nota – perché diminuirebbe i rischi e i costi connessi alla gestione del contante e andrebbe nella direzione di una maggiore possibilità di scelta da parte dei cittadini”. “Occorre però stare attenti ai possibili effetti collaterali per le imprese – avverte Confesercenti – infatti il previsto taglio delle commissioni sotto i 5 euro, efficace solo nel caso in cui sia totale, comunque non basta. La maggior parte delle attività commerciali vende prodotti di prezzo superiore, e l’aggravio portato dall’obbligo di bancomat potrebbe raggiungere, secondo le nostre stime, i 1.700 euro l’anno per impresa”.

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