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La Bce ha l’obiettivo di sbloccare il mercato del credito

Tutto ciò a causa di dati sull’inflazione in peggioramento, con tutti gli indicatori relativi alle aspettative di medio periodo che si sono posizionati sotto le attese della BCE

Il giorno dedicato alle Banche centrali dell’Unione Europea ha evidenziato dei consolidamenti sul fronte euro e sterlina testimoniando le decisioni non convenzionali da parte della BCE. La BoE non dovrebbe modificare la propria politica monetaria e tutto starà alle minute relative alla decisione odierna che verranno rilasciate tra due settimane.Le divergenze di politiche monetarie, tra le diverse banche centrali più importanti al mondo di fronte a decisioni di politica monetaria, ha evidenziato come la BCE sia in estremo ritardo rispetto alle colleghe, già a partire dal lontano 2008 quando Trichet alzava i tassi non comprendendo che l’inflazione che stava aumentando in Europa era importata e dovuta agli alti costi energetici.

La politica della Bce tende ad indebolire l’Euro

Bene, ieri, la BCE è andata a tagliare i tassi di riferimento e a comunicare un piano di acquisti di ABS (Asset Backed Securities) oltre che di covered bonds, i cui dettagli dovranno essere ancora resi noti a causa del fatto che tali acquisti avverranno con tecnicismi diversi da quelli utilizzati durante l’ultimo decennio dall’istituto centrale e avranno l’obiettivo di sbloccare il mercato del credito (attualmente ancora congelato) tramite l’utilizzo di tutto il potenziale che il bilancio della BCE offre. Tutto ciò a causa di dati sull’inflazione in peggioramento, con tutti gli indicatori relativi alle aspettative di medio periodo che si sono posizionati sotto le attese della BCE e che quindi hanno segnalato delle situazioni di pericolo anche prospettiche, non soltanto attuali spiega Matteo Paganini di Dailyfx. La decisione di implementare questo piano di acquisti è stata presa all’unanimità e si è già d’accordo che, nel momento in cui dovessero continuare queste pressioni a ribasso sui prezzi per lungo tempo, i nuovi piani di stimolo continueranno. Non unanime invece la decisione di tagliare i tassi di interesse, un chiaro segnale che Draghi ha voluto lanciare al mondo bancario che ora non deve più attendersi nessun ribasso a livello nominale dei tassi di rifinanziamento del sistema interbancario, con il livello di 0.30% a fornire la bussola per denaro preso a prestito dalla BCE e quello di -0.20% rappresentante le remunerazioni che esse riceveranno quando lasceranno denaro depositato a Francoforte durante la notte, anziché farlo circolare nel sistema interbancario