Arriva, dopo un anno, il bilancio finale che svela i costi della manifestazione più celebre del 2015. Expo è costata 2.254,7 milioni di euro.

Arriva, dopo un anno, il bilancio finale che svela i costi della manifestazione più celebre del 2015. Expo è costata 2.254,7 milioni di euro.

L’obiettivo è quello di raggiungere in quattro anni un utile di 150 milioni di euro, crescendo a vista d’occhio.

C’è una data: 24 maggio 2016. Potrebbe essere l’avvento di una nuova era per la Grecia. Il ‘capodanno’ per festeggiare l’uscita dalla crisi. Quel giorno, la Troika potrebbe approvare il taglio del debito della Grecia dopo sette anni di buio totale.

Un miliardo di euro per il rilancio di un grande marchio, che avrà come corollario una piattaforma nuova di zecca e un’auto (c’è già ed è la nuova Giulia) più che rappresentativa in termini di ‘top’ di gamma.

Il boom dell’export Made in Italy durante lo scorso anno è degno di nota. Merito di un saldo commerciale che lascia ben sperare per il futuro dei prodotti italiani oltre confine. Il risultato, 122 miliardi di euro di differenza tra quanto venduto e quanto acquistato, è in linea con le tendenze degli ultimi anni. Almeno, numeri alla mano, degli ultimi sette.

In una fase in cui l’economia arranca, stando alla Cgia di Mestre quella riconducibile alle attività in nero e alla criminalità organizzata non conosce stop.
Le banche stanno facendo registrare già da qualche mese una ripresa graduale in Italia, ma alcuni rischi rimangono.
Pur mantenendo un livello elevato di utili (superiore alle attese degli analisti), Intesa ha registrato nel primo periodo del 2016 risultati inferiori a quanto fatto nello stesso periodo dello scorso anno.

Tra febbraio 2015 e marzo 2016, grazie al ‘Fondo di garanzia prima casa’, i nuovi mutui già emessi (o in attesa di essere concessi) sono stati pari a un importo totale che ha toccato quota 531 milioni di euro, mentre l’ammontare delle richieste ha raggiunto, nello stesso periodo, ben 808 milioni di euro.

Le borse europee archiviano con difficoltà il rallentamento del mercato del lavoro negli Usa, il quale ha creato 160mila nuovi posti nel mese di aprile.