Le borse europee archiviano con difficoltà il rallentamento del mercato del lavoro negli Usa, il quale ha creato 160mila nuovi posti nel mese di aprile.

Le aspettative degli economisti indicavano la creazione di 200mila posti di lavoro e il dato finale è il più basso da sette mesi; sono stati inoltre rivisti al ribasso i numeri dei mesi precedenti. Invariato il tasso di disoccupazione, che ha una diversa base statistica, al 5%: il livello che equivale alla “piena occupazione”. In calo invece il tasso di partecipazione al lavoro: è sceso al 62,8%, anche in questo caso sotto le previsioni. Unico aspetto sopra le aspettative è la crescita dei salari, al 2,5%.

Si tratta di rilievi importanti nell’ottica della Federal Reserve, la Banca centrale Usa, che ha avviato il percorso di rialzo dei tassi nel dicembre 2015, ma l’ha poi stoppato a seguito delle turbolenze finanziarie di inizio anno e per il peggioramento delle condizioni economiche globali. Ora, questi numeri sul lavoro possono esser letti con preoccupazione, soprattutto se associati al rallentamento del Pil Usa nel primo trimestre dell’anno. Alcuni alti funzionari di Washington hanno riaperto le porte a un possibile rialzo dei tassi a giugno, eppure, sui mercati, la possibilità di un aumento del costo del denaro scende sotto il 10%.

Il contesto dei listini in queste ultime settimane è stato di incertezza, alimentata dai dati sulla fragilità dell’economia mondiale, unita ai timori per l’incertezza delle politiche delle Banche centrali. La pubblicazione del rapporto Usa ha generato una iniziale sbandata, poi i mercati hanno recuperato: Milanoriduce le perdite e chiude a -0,45%, grazie al recupero delle banche, Londrainverte la rotta e chiude in rialzo dello 0,14%, Francoforte dello 0,18%, mentre Parigi limita i danni al -0,42%. Wall Street tratta in lieve ribasso con il Dow Jones che oscilla intorno alla parità, mentre l’S&P 500 cede lo 0,2% e il Nasdaq lo 0,4%.

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