Nuovo contratto a termine, la guida – II parte

Con la pubblicazione in G.U del decreto legge n. 34 del 20 marzo 2014, è entrato formalmente in vigore il Jobs Act. Tutti i cambiamenti previsti per il contratto a tempo determinato.

2 aprile 2014 14:550 commentiVisualizzazioni: 227

Lavoro Tre le novità più importanti che Matteo Renzi ha predisposto per il contratto a termine, che riguardano tre pilastri fondamentali di questa tipologia di lavoro: la casualità, la possibilità di proroga e il limite massimo di contratti stipulabili all’interno della stessa azienda.

Le novità che spiegheremo di seguito sono entrate in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legge n. 34 del 20 marzo: “Disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese”.

La  causalità

Prima dell’entrata in vigore del Jobs Act tutti i contratti a tempo determinato prevedevano la specifica della causa, ovvero dei motivi di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo per cui il datore di lavoro aveva deciso di stipulare questo contratto e non uno a tempo indeterminato (erano esclusi da questo obbligo solo i rapporti di lavoro con una durata massima di 12 mesi).

Ora, con l’entrata in vigore del Jobs Act, non sussiste più l’obbligo di specificare i motivi suddetti per nessun contratto di lavoro a tempo determinato che non superi i 36 mesi di lavoro, compresi i contratti di somministrazione a tempo determinato.

La proroga

Prima dell’intervento di Renzi, i contratti a tempo determinato potevano essere rinnovati una sola volta e solo previa specificazione dei motivi della scelta di un altro contratto a tempo determinato.

Ora, i contratti di lavoro a termine potranno essere rinnovati fino a 8 volte, nel rispetto del limite massimo di tempo di 36 mesi, senza necessità di un periodo di intervallo tra un contratto e l’altro. rimane comunque in vigore la norma che prevede che il contratto sia rinnovato per la stessa mansione.

Limite per i contratti a tempo determinato all’interno della stessa azienda

Il Jobs Act di Renzi prevede un tetto massimo del 20% dell’organico complessivo di contratti a tempo determinato all’interno della stessa azienda, con esclusione delle imprese fino a 5 dipendenti per le quali non è stata prevista una soglia massima.

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