Credit Suisse sotto accusa: avrebbe aiutato gli americani ad evadere il fisco

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 Scandalo Credit Suisse: il Senato degli Stati Uniti ha avviato un’indagine contro l’istituto di credito, reo di aver aiutato oltre ventimila cittadini americani ad evadere il fisco. Un caso simile a quello che coinvolse anni fa un altro istituto: nel 2008 infatti, Ubs (altra banca svizzera di prestigio) aveva ricevuto le accuse e l’anno seguente pagò 780 milioni di dollari per la parte svolta nell’aiuto ai cittadini americani che evasero le tasse. 

Questo il parere di Carl Levin, presidente della sotto commissione di indagine permanente del Senato che ha curato il rapporto sulla banca:

Il caso Credit Suisse mostra come una banca svizzera abbia aiutato l’evasione fiscale negli Stati Uniti non solo dietro il velo di segreto bancario della Svizzera ma anche sul suolo americano inviando banchieri per aprire conti nascosti. Fra il 2002 e il 2008 i banchieri di Credit Suisse hanno effettuato 150 viaggi negli Stati Uniti: si tratta, complessivamente, di 1.800 banchieri coinvolti, un numero che spinge l’ex candidato alla Casa Bianca, John McCain, a parlare di pratica «sistematica».

Il modo in cui Credit Suisse avrebbe aiutato gli americani a evadere il fisco sembra la trama di un film. L’istituto avrebbe condotto attività negli ascensori e recapitato gli estratti conto in magazine quali Sport Illustrated. Inoltre avrebbe corteggiato i potenziali clienti americani sui campi di golf della Florida e nei balli a tema svizzero a New York.

Nel 2006 Credit Suisse aveva 22.000 conti di cittadini americani che valevano 12 miliardi di franchi svizzeri, quasi 13,5 miliardi di dollari attuali. Credit Suisse è una delle quasi banche sotto indagine da parte degli Stati Uniti per aver aiutato gli americani a evitare le tasse ricorrendo al segreto bancario svizzero per celare gli asset.

 

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