Crescono i prestiti alle imprese

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Si registra il ritorno a una crescita degli impieghi delle banche italiane. Un ritorno sempre più tangibile dopo oltre tre anni di alti e bassi.

Il rapporto mensile dell’Abi, l’associazione che riunisce gli istituti di credito italiani, osserva che il segno meno stimato per il mese di giugno per gli impieghi a famiglie e imprese (-0,1% su base annua) rappresenta il dato migliore da 37 mesi, ossia da quando questo indicatore ha iniziato a contrarsi e non ha più smesso fino al mese scorso a causa della crisi.

Una prossima inversione di rotta è ormai certa dai due indizi segnalati dall’Abi. Il primo sono i prestiti alle imprese erogati da un campione di banche (80% del mercato): nei primi cinque mesi dell’anno sono cresciuti dell’11,6%. Il secondo sono i nuovi mutui casa alle famiglie (comprese le surroghe) che mostrano un +64% rispetto allo stesso arco di tempo del 2014. Gli impieghi complessivi, pari a 1.833 miliardi, aggiunge l’Abi, sono comunque superiori alla raccolta da clientela (1686,5 miliardi).

A giugno i tassi di interesse sui prestiti si sono posizionati su livelli ancora più bassi con il tasso medio sul totale dei prestiti al 3,42%, nuovo minimo storico (3,43% il mese precedente), anche grazie all’operazione della Bce che ha schiacciato ancor di più tutti i rendimenti. A fine 2007, prima dello scoppio della crisi globale, i finanziamenti delle banche costavano in media il 6,18%. Il tasso medio sui nuovi prestiti alle imprese è sceso al 2,10% (valore più basso da maggio 2010) dal 2,17% del mese precedente. Il tasso medio sui nuovi mutui casa è al 2,75% dal 2,65% di maggio. Sul totale delle nuove erogazioni di mutui quasi i due terzi sono mutui a tasso fisso.

 

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