«Il trading system è come un robot, non prova emozioni. Ha delle regole e le applica senza paura o senza entusiasmo». A dirlo è Filippo Diodovich, market strategist di IG. Esperto di analisi fondamentale e tecnica applicata ai mercati finanziari, dopo aver conseguito una laurea in Economia Politica all’Università Bocconi di Milano inizia il proprio percorso professionale nel 2002 presso l’ufficio studi di una delle maggiori banche d’affari statunitensi. Nel 2012 entra nel team di analisti IG – broker leader di mercato nel trading online in molti paesi e broker numero uno al mondo per i Cfd. Oltre all’analisi dei macro dati, nell’ultimo periodo sta lavorando a una guida sul trading automatico destinata alla pubblicazione nella sezione didattica del portale IG: «un insieme di regole operative o istruzioni – come lui stesso racconta – che permettono di fare scambi in modo automatico quando vengono soddisfatti certi requisiti impostati attraverso un linguaggio di programmazione».

Tante le opportunità di quella che da molti viene definita un’innovazione nel campo degli investimenti, ma che è stata anche accusata di essere “fredda”. Una macchina al servizio dell’uomo. «Il trading system – spiega Diodovich – inserisce ordini di acquisto e vendita, mette stop loss e target, chiude le posizioni, compie tutte queste operazioni sempre sotto il monitoraggio di una persona fisica che in questi casi non deve mai mancare». Per il market strategist molti sono i vantaggi di questo tipo di sistema. Primo fra tutti proprio quella mancanza di emozioni che diventa però uno dei principali fattori responsabile delle perdite. «Troppo spesso siamo euforici nei guadagni cercando di volere ottenere sempre qualcosa in più, e depressi e irrazionali nelle perdite nel tentativo di recuperare il prima possibile ciò che si è perso – chiarisce -. Inoltre attraverso i trading system è possibile fare un back test: un test dell’efficienza delle nostre strategie sulla serie di dati del passato. Il trading system, infatti, segue un piano di trading ben definito con una gestione del rischio decisa a priori.  Assicura al trader un grado di disciplina e rigore impossibile da raggiungere con il trading discrezionale. Inoltre, grazie alla possibilità di utilizzare più trading systems contemporaneamente ci possiamo dedicare al monitoraggio di più mercati e strumenti, aumentando la diversificazione del nostro trading». Vantaggi certo, ma anche pericoli in agguato come la gestione del rischio che «può essere molto elevata se non si riesce a valutare il trading system corretto per la propria operatività. Con una valutazione attenta dei vari trading system i rischi possono essere minimizzati».

Ma quali sono le caratteristiche che deve avere un trading automatico? Per Diodovich è necessario valutarli  per ogni strumento finanziario e per ogni time frame cioè il periodo di visualizzazione del grafico. «Un trading system può funzionare alla perfezione sul cambio eurodollaro ma essere non profittevole sul cambio dollaro/yen o sull’indice Dax – dice -. Lo stesso discorso lo si può fare con time frame diversi. Un sistema può permettere di guadagnare su grafici a 5 minuti dell’eurodollaro un altro può essere migliore su grafici orari dell’eurodollaro. La valutazione di un trading system deve essere quindi fatta con particolare attenzione. Non esistono system infallibili su tutti gli strumenti e time frame». Fondamentale diventa, in particolare per i principianti, informarsi: «imparare i concetti base, provare e testare con un conto demo e poi partire con soldi reali».

Intanto la volatilità regna sovrana sui mercati. La Borsa italiana è in forte flessione. Il crollo dei prezzi delle materie prime e degli energetici, il rallentamento dell’economia cinese, le tensioni geopolitiche hanno portato forti timori sulle piazze azionarie. Le manovre espansive delle banche centrali al momento non sono riuscite a compensare gli effetti negativi dei fattori menzionati in precedenza. «Per i prossimi mesi  – spiega Diodovich – l’andamento delle Borse sarà ancora molto movimentato con forti oscillazioni. Piazza Affari sta vivendo un momento difficile per il forte ribasso dei titoli bancari sulla difficile gestione dei non performing loans. Crediamo che nel breve periodo sia necessario tenere un atteggiamento di forte cautela con una mirata strategia di stockpicking (ovvero di scelta delle azioni). Consigliamo di preferire i titoli del settore industriale, soprattutto tlc, rispetto al comparto finanziario. Sul fronte valutario  – conclude – crediamo che il dollaro possa rimanere forte nel 2016. Euro e sterlina saranno invece deboli. Per quanto concerne gli indici, quello tedesco può recuperare gran parte del terreno perso».

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