Fitch taglia rating Brasile

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Da Eldorado, in pieno boom economico e con grandissimi eventi quali i Mondiali di calcio e le Olimpiadi da preparare e ospitare, a economia in profonda sofferenza.

Nella terra verde-oro tutto è cambiato in pochi anni. Oggi il Brasile è in grande affanno economico e la scure delle agenzie di rating continua ad abbattersi sul Paese sudamericano, precipitato in una crisi economica e politica sempre più grave. Fitch ha abbassato la valutazione sul debito sovrano del Paese da ‘BBB-‘ a ‘BB+’, un livello considerato speculativo, ovvero ‘spazzatura’. L’agenzia di classificazione aveva già declassato il Brasile lo scorso ottobre.

Fitch spiega di aver operato un nuovo downgrade alla luce di una “recessione economica più profonda del previsto” e di una “enorme incertezza sopra la situazione politica del Paese”. Travolto da una serie di inchieste di corruzione, il governo guidato da Dilma Rousseff (il cui tasso di popolarità è sceso al 9%), è attualmente alle prese con crescenti richieste di impeachment.

La settimana scorsa anche Standard & Poor’s aveva portato il rating del Brasile a un livello ‘junk’ e potrebbe presto fare altrettanto Moody’s, che ha avviato di recente una procedura di revisione. La perdita di un rating ‘investment grade’ costituisce un problema “serio” ha commentato il ministro delle Finanze brasiliano, Joaquim Levy, che non ha risposto alle domande dei cronisti su sue eventuali dimissioni.

Mentre arrivano queste notizie, la vicina Argentina si appresta a porre fine al sistema di controllo dei cambi in vigore dal 2011, che inevitabilmente provocherà una svalutazione del peso. Lo ha annunciato un comunicato del ministero del Bilancio e delle Finanze che ufficializzerà la decisione in una nota attesa in serata.

 

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