Forex, Jens Weidmann teme la deflazione

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 Nel Mercato Forex sono state le dichiarazioni dei governatori delle banche centrali a muovere il cambio. Settimana scorsa il governatore della FED, Janet Yellen, ha deciso di togliersi il travestimento da “colomba” e diventare “falco” aumentando le attese su un possibile rialzo dei tassi d’intesse negli Stati Uniti nel secondo trimestre 2015 (ben prima del previsto). Oggi è stato il turno del conservatore Jens Weidmann, numero uno della Buba (Bundesbank) che ha dichiarato che l’apprezzamento del cambio euro/dollaro potrebbe avere un impatto importante sull’andamento dei prezzi al consumo (rischio deflazione) spiega Filippo A Diodovich di Ig. Weidmann ha inoltre aggiunto che un possibile intervento di QE non sia del tutto da escludere. Abbastanza sorprendente che il membro più rigoroso del Consiglio Direttivo della BCE possa aprire le porte a strategie monetarie accomodanti.

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Anche il governatore della Banca Centrale della Slovenia, Jozef Makuch, ha espresso i propri timori su un aumento dei rischi di deflazione. Oggi c’e’ stato un dato che fa capire come l’andamento dei prezzi al consumo deve essere tenuto sotto controllo molto attentamente. In Spagna i prezzi alla produzione sono scesi del 2,9% su base annuale a febbraio, peggior calo da ottobre 2009.

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E spesso il PPI anticipa l’andamento del CPI. Restano quindi molto elevati i rischi di deflazione soprattutto per i paesi dell’Europa periferica. Riteniamo tuttavia che le parole e le dichiarazioni delle autorità finanziarie possano avere solo effetti temporanei se non accompagnate da misure. Nel prossimo meeting della BCE del 3 aprile i membri del Governing Council dovranno intervenire per ridurre i rischi di deflazione.

 

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