Tobin Tax

La Tobin Tax è tornata ad essere sulle prime pagine dei giornali. Ma cosa è davvero? Quali potrebbero essere i suoi effetti sui mercati valutari?

7 Gennaio 2013 21:030 commentiVisualizzazioni: 53

Il termine Tobin Tax deriva dal nome dell’economista premio Nobel che per primo l’ha proposta. Era il 1972 e per James Tobin si trattava di una tassa che doveva colpire le transazioni dei mercati valutari, al fine di stabilizzarli e di recuperare del gettito fiscale. Anche con l’applicazione di un’aliquota molto basse, grazie all’enorme quantità di scambi che giornalmente vengono effettuati sui mercati, la Tobin Tax è una ottima fonte di entrate per ogni stato che decide di applicarla.

In questi anni il mercato è cambiato, ma la Tobin Tax ha, più o meno, la stessa definizione e le stesse finalità. La Tobin Tax è una tassa sulle transazioni internazionali, il cui effetto principale, oltre a quelo dell’aumentare il gettito fiscale,  dovrebbero essere quello di stabilizzare il mercato. Come è possibile?

E’ possibile perché l’applicazione della Tobin Tax, anche con un’aliquota molto bassa, scoraggerebbe le transazioni di minore entità, che son quelle che solitamente sono finalizzate alla speculazione. In questo modo si stabilizzerebbero i tassi di cambio della valute internazionali.

Si tratta quindi di una tassa che andrebbe applicata a livello internazionale, ma ad oggi, ancora, gli economisti non sono concordi nel definire la bontà o meno di questa possibilità. Infatti, nonostante gli evidenti vantaggi, la tassazione delle transazioni potrebbe allontanare gli investitori da quei mercati in cui è applicata e renderli, così, meno competitivi.