Tobin Tax, le ipotesi di introito dalle transazioni finanziarie

La tassa sulle transazioni finanziarie, richiesto da Germania, Italia, Francia, Spagna e altri paesi dell’Eurozona, potrebbe rappresentare una salvezza per le amministrazioni tributarie nazionali e perciò, per il consolidamento dei bilanci sovrani. Lo dichiara un rapporto interno del Bundesministerium der Finanzen, il ministero delle Finanze federale, di cui espone il quotidiano liberal di Monaco Sueddeutsche Zeitung.

Aumenta dal 1° luglio la tassazione sulle rendite finanziarie

 Dal 1° Luglio 2014 i proventi di investimenti in azioni, obbligazioni, fondi investimento e gli interessi prodotti dagli strumenti di liquidità  come conti correnti e conti deposito, dovranno sottostare ad un prelievo fiscale più pesante dall’attuale 20% al 26%.

Tobin Tax, sempre più ostacoli in Europa

 I ministri economici di Italia, Francia, Spagna, Germania e Regno Unito (il paese che non la vuole) ne hanno discusso a Parigi e, alla fine, il ministro Padoan ha ammesso di «sperare in una dichiarazione comune nell’Ecofin». Niente di più. E già questo non sarà facile.

La tobin tax è un forte disincentivo per gli investitori

  Si è registrato un crollo totale a distanza di un solo anno dopo l’entrata in vigore della tassa sulle transazioni finanziarie con i volumi degli scambi a Piazza Affari che sono scesi di oltre il 30%. 

Tobin Tax europea, poche adesioni e poca chiarezza

Si parla molto di Tobin Tax in questi ultimi tempi, e non solo in Italia – dove l’argomento è tornato in auge con mario Monti – ma anche in Europa, più precisamente all’Ecofin dove alcuni paesi aderenti stanno cercando di mettere in piedi una nuova tassazione rafforzata sulle transazioni finanziarie, ma non senza grandi difficoltà.

Al momento i paesi aderenti sono 10, e tra questi c’è anche l’Italia, ma il percorso da affrontare per giungere a qualcosa di concreto sembra essere piuttosto lungo nonostante l’intenzione sia quella di rendere operativa la Tobin Tax europea già a partire dall’inizio del 2016.

Nella Legge di Stabilità “Web tax” riformulata e niente Tobin tax

 La Legge di Stabilità arriva oggi alla Camera per la votazione. Ieri notte si è chiuso l’esame degli emendamenti e le ultime novità sono state inserite. Tra queste, c’è una modifica sulla cosiddetta “Web tax“. Dopo l’intervento del segretario del Pd Matteo Renzi, la Commissione Bilancio della Camera ha alleggerito la tassazione. La novità confermata è quella del nuovo fondo per il cuneo fiscale.
La Legge di Stabilità potrebbe arrivare in aula con la richiesta da parte del governo del voto di fiducia per velocizzare i tempi. I tempi dell’arrivo in aula si sono allungati e tra i gruppi parlamentari e nella maggioranza c’è abbastanza consenso sulle scelte.
La “Web tax” è stata quindi riformulata dopo l’intervento di Renzi per evitare di colpire in maniera eccessiva i colossi che operano su internet. La tassa, sponsorizzata dal Pd, non prevede più l’obbligo dell’apertura della Partita Iva per chi effettura commercio elettronico in Italia. Aprire la Partita Iva è invece necessario per la pubblicità online e per il diritto d’autore.
Per Renzi, è importante riflettere sulla questione nel semestre europeo. Il segretario del Pd ha affermato: “Certo, c’è il tema della tassazione dei servizi online, è giusto evitare l’elusione da parte delle grandi piattaforme informatiche, ma questo non lo si risolve con una battaglia di principio che fa l’Italia”.
La “Web tax” è stata riformulata e l’emendamento sulla Tobin tax ritirato. L’emendamento, proposto dal Pd, sulla tassazione delle transazioni finanziarie proponeva di allargare i soggetti cui la tassa è riferita considerando tutti i titoli, a parte quelli non speculativi come i titoli di Stato. Si proponeva anche l’abbassamento dell’aliquota allo 0,01%. Il governo ha detto che riferirà sulla questione entro gennaio e che la stessa sarà affrontata meglio nel semestre italiano di presidenza europea.

Le entrate della Tobin Tax italiana deludono le aspettative

 Si avvicina la fine dell’anno e anche per il Ministero del Tesoro è tempo di bilanci. E ad essere messa sotto stretta sorveglianza è stata in questi giorni la Tobin Tax, la tassa sulle transazioni finanziarie introdotta l’anno scorso dal Governo Monti attraverso la Legge di Stabilità per il 2013 e in vigore da gennaio. 

La Tobin Tax non produce gli effetti desiderati

 Arrivano i primi dati concreti sulla Tobin Tax. Il primo versamento per la medesima imposta era previsto per lo scorso 16 ottobre ed i risultati non sembrano essere quelli che il governo delle larghe intese ed il precedente esecutivo si erano prefissati. Infatti i numeri parlano di un incasso che ammonta a circa 1/5 delle aspettative.

La legge di Stabilità conferma l’aumento dell’imposta di bollo sui prodotti finanziari

 A partire dal 2015 tutti i risparmi degli italiani potrebbero rendere meno rispetto agli anni appena trascorsi. Attraverso il licenziamento del testo della Legge di Stabilità, infatti il Consiglio dei Ministri ha confermato nella giornata di ieri l’aumento a partire dai prossimi anni della tassazione su tutti i prodotti finanziari.

In arrivo il decreto sulla Tobin Tax

 Arriverà presto, cioè troverà presto applicazione, il decreto sulla Tobin Tax, la nuova imposta che servirà a tassare tutte le transazioni finanziarie. Il Ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni ha infatti dato il via libera al testo del decreto apponendo la sua firma sulla versione che sostituirà quella presenta nello scorso mese di febbraio.