FederDistribuzione ha commentato in modo positivo i dati legati all’inflazione italiana notando come ci sia per il secondo mese consecutivo una deflazione dei conti tricolore che fa prevedere uno spiraglio di ripresa economica per lo Stivale. La spiegazione di FederDistribuzione. I dati ISTAT di partenza di FederDistribuzione sono quelli provvisori riferiti al mese di febbraio da cui si nota un tasso complessivo di  inflazione, tra beni e servizi, pari al -0,2% rispetto al febbraio 2014.

Inflazione, quali famiglie ne soffrono maggiormente?

Il che vuol dire che per il secondo mese di fila, il nostro Paese è in una fase di deflazione. Quel che conta è che nel febbraio 2015 la situazione è dovuta alla dinamica dei prezzi dei carburanti. Rispetto al 2014 infatti si deve prendere nota di un -12,4% dei prezzi della benzina e di un -14,3% dei prezzi del gasolio. L’inflazione di fondo al netto dei beni energetici è dello 0,7% a febbraio su base annua rispetto allo 0,3% di gennaio.

Il presidente dei FederDistribuzione Giovanni Cobolli Gigli, commenta e spiega la situazione con queste parole:

La crescita dell’inflazione di fondo al +0,7% dal +0,3% del mese precedente è un segnale da prendere con cauta soddisfazione. È una variazione dei prezzi che indica un’economia che si sta muovendo ma è ancora su valori contenuti, sotto controllo e compatibili con una crescita dei consumi. In quest’ottica deve essere anche visto il prezzo basso del petrolio che rappresenta inoltre una forma di aumento del potere d’acquisto delle famiglie. Questi segnali positivi indicano che ci sono le basi per una ripresa economica del Paese. Le nuove norme sul lavoro unite a strutturali politiche di sostegno della domanda interna possono imprimere un’accelerazione creando nuova occupazione e dare impulso alla crescita. E’ quindi assolutamente indispensabile non introdurre misure che possano rappresentare un freno, come ad esempio l’aumento dell’Iva previsto nella clausola di salvaguardia.

 

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