Il differenziale tra Btp e Bund era sceso sotto i 300 punti percentuali all’inizio della settimana grazie alle buone notizie che sono arrivate dalla Grecia e dall’America.

Atene, infatti, ha annunciato di voler procedere con un’operazione di buy back per oliare il meccanismo degli aiuti europei. Per quanto riguarda l’America, i timori sul fiscal cliff ci sono sempre, per il fatto che repubblicani e democratici mancano sempre l’accordo definitivo, ma arrivano messaggi incoraggianti dall’economia del Paese.

A trainare verso il basso lo spread incrementando i guadagni di Piazza Affari, ha contribuito in maniera preponderante la situazione greca. Ieri però c’è stata una correzione verso il basso del differenziale e degli indici. E’ finito l’entusiasmo?

In realtà è successo che durante la mattinata i Btp hanno viaggiato attorno ai valori di chiusura di lunedì con lievissimi rialzi, poi, sul finire della giornata di scambi, si è scoperto che il rendimento di questi titoli è rimasto stabile attorno al 4,42%.

A far incrementare il differenziale quindi ci ha pensato il Bund in denaro che ha portato lo spread a 303 punti ed ha influito anche sui bonos spagnoli.

Da considerare anche le  mosse dell’Ecofin che ha trovato una soluzione per gli aiuti alle banche spagnole ma non ha messo un punto alla questione del meccanismo di vigilanza bancaria unica.

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