Si mette male sui prezzi di gas e luce in Italia a fine 2022

Si mettono male le cose sui prezzi di gas e luce in Italia a fine 2022. Senza voler alimentare inutili allarmismi, è chiaro che ad ottobre tante cose cambieranno nel nostro Paese, al punto da rendere necessario un’analisi più chiara per tutti coloro che verranno coinvolti. Vediamo come stanno le cose, ma soprattutto in quale direzione stiamo andando in giro per l’Europa. Con un chiaro riferimento sull’Italia e sulla questione che dobbiamo approcciare senza ulteriori rinvii.

prezzi di gas

Scadenze e dettagli sul bonus benzina partito a settembre in Italia

Ci sono un po’ di cose da sapere a proposito del bonus benzina scattato di recente, la cui scadenza come molti sanno è fissata attorno a metà ottobre. I costi del carburante salgono alle stelle e una boccata d’aria fresca sta finalmente soffiando per gli automobilisti che non vedono l’ora di riscuotere il bonus carburante, che potrà essere richiesto dal 12 settembre. Scopriamo come funziona questo bonus e chi è.

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Come cambia il prezzo del caffè in Italia dal 2021 al 2022: situazione nelle città

Si discute molto in questo periodo del prezzo del caffè in Italia. In tanti denunciano aumenti spropositati negli ultimi mesi, al punto da incentivare ricerche di settore per comprendere come stiano evolvendo le cose sotto questo punto di vista. Effettivamente, un aumento medio c’è stato nel nostro Paese ed occorre esaminarlo più da vicino.

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Confimea: darsi da fare per favorire investimenti a lungo termine

Darsi da fare per favorire progetti di investimento a lungo termine nel paese: è questo il messaggio lanciato forte e chiaro da Gubbio, dove si sono riuniti gli Stati Generali di 30, Confederazione Datoriale di piccole e medie imprese italiane.

Un interlocutore importante per lo stesso mondo imprenditoriale ma ancor di più per i sindacati e le Istituzioni, per i quali rappresenta uno stimolo alla ricerca del miglioramento. Da Gubbio il presidente Nazionale Roberto Nardella ha spiegato che la sua associazione non intende tirarsi indietro davanti alle sfide che il paese sta mettendo davanti all’imprenditoria.  Il fatto che l’Italia sia il Paese che in Europa cresce meno, sottolinea, è un problema che esiste per via dello squilibrio esistente tra il mercato e lo Stato e tra il modello imprenditoriale e l’organizzazione del sistema pubblico.

“Le nostre imprese chiedono l’avvio di un processo serio di spending review” ha sottolineato, “con meno tasse, meno spese, meno privilegi, meno burocrazia e un mercato del lavoro più elastico: questo va fatto in fretta e senza indugi, e questo porteremo al Governo”.

Confimea non dimentica di inserire nei suoi obbiettivi anche il Mezzogiorno, nel quale il divario con il Nord è ancora sensibile: È indubbio che, per ciò che riguarda il territorio in generale e le Pmi in particolare, ripartire in modo efficace significa perlomeno affrontare un adeguamento dei contratti che sia in grado non solo di far calare l’occupazione ma allo stesso tempo attirare gli investimenti, al fine di dare vita ad un circolo virtuoso di lavoro e crescita.

Nel corso degli Stati generali di Confimea Imprese si è parlato di PNRR e transizione ecologica, digitalizzazione e made in Italy: temi caldi e di attualità. Ma soprattutto si è parlato di quelli che sono i problemi più gravi e difficili da risolvere che colpiscono le Pmi italiane: il costo del lavoro, il fisco e la difficoltà di costituire dei corridoi internazionali capaci di favorire con il loro contributo la crescita delle imprese.

La presenza di rappresentanti delle Istituzioni a Gubbio ha reso possibile una discussione proattiva, senza dimenticare di centrare il punto delle criticità: l’Italia ha bisogno di riforme strutturali che tardano ad arrivare, cresce più lentamente dei suoi competitor e soffre della bassa dinamica della produttività totale. Completa il quadro un flusso di investimenti non sufficiente. Sono questi i problemi che Confimea vuole risolvere. E ancora una volta lo ha ribadito con decisione.

Emissioni CO2 in forte flessione sull’economia italiana

 

Stando a quanto comunica l’ultimo report Istat sulla situazione italiana delle emissioni di CO2, non mancano le buone notizie in termini inquinanti, sebbene – forse – non strutturali.

Il rapporto afferma infatti che nel periodo 2008-2019 la riduzione delle emissioni di CO2 dell’economia italiana è stata pari al 25,5% (da 579 a 431 milioni di tonnellate di CO2 eq), più elevata della riduzione della media UE (17,5%). Per il 2020 è prevista un’ulteriore contrazione, anche a causa – si legge nel dossier – di una caduta dell’attività economica e delle limitazioni agli spostamenti. Quanto basta per prevedere una riduzione del 9,6% rispetto all’anno precedente.

Sul taglio delle emissioni di CO2, prosegue ancora l’Istat, incidono alcuni comportamenti delle famiglie sul riscaldamento, sull’aria condizionata e sul trasporto, con una contrazione delle emissioni inquinanti pari al 13,7% contro l’11% della media UE, e quelle che sono generate dalla produzione di beni e servizi (- 28,9% per il nostro Paese, e – 19% per la media UE).

Nonostante ciò, lo smog continua ad abbattersi sulle nostre città e, soprattutto, su quelle di maggiori dimensioni. L’Istituto Nazionale di Statistica sottolinea in questo senso che l’85,6% dei 90 Comuni capoluogo che hanno monitorato l’inquinamento da PM2,5 hanno superato il valore di riferimento raccomandato dall’OMS per la salute, con differenze territoriali (97,8% al Nord, 88,9% al Centro, 63% al Sud), che tuttavia si annullano nei 14 capoluoghi metropolitani, che arrivano tutti sopra il limite di riferimento per il PM2,5, con una condizione che comporta rischi per la salute della popolazione.

Infine, l’analisi si sofferma sul fatto che potenziale i servizi del trasporto pubblico locale è in grado di porsi come principale leva per la transizione verso un sistema di mobilità urbana sostenibile, con la rete TPL su ferro che risulta essere in crescita, ma circoscritta a poche città.

Cashback, ecco tutto ciò che bisogna sapere per i rimborsi

E’ da qualche giorno che è stato istituito il Cashback in Italia, ossia la possibilità per tutti coloro che pagano con carte di pagamento di qualsiasi genere, di credito o bancomat, di ricevere un rimborso del 10% sulla spesa effettuata.

Fincantieri: continua l’impegno per il nuovo ponte di Genova

Varata l’ultima maxi-campata da 100 metri che ha portato il nuovo ponte di Genova a scavalcare la ferrovia.

La costruzione di tutto l’impalcato in acciaio, con lo sviluppo delle sue componenti tecnologiche, è stata affidata a Fincantieri Infrastructure e alle società del gruppo Fincantieri.

In poco più di un mese l’infrastruttura progettata da Renzo Piano ha raggiunto circa 800 metri di lunghezza delle campate, quasi l’80% dell’intera struttura, per 6.000 tonnellate d’acciaio lavorato e modellato negli stabilimenti del gruppo Fincantieri.

Le operazioni per portare quest’ultima imponente campata del peso di 1.800 tonnellate a oltre 40 metri di altezza sono iniziate sabato e, fra attività propedeutiche e sollevamento vero e proprio, hanno richiesto circa 48 ore e il lavoro di una squadra di quasi 50 persone.

Il loro impegno è simboleggiato da una foto con la scritta: “Noi al lavoro per Genova e per l’Italia”, seguita dall’hashtag #VOISTATEACASA.

L’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, dopo il varo della maxi-campata ha dichiarato: “Un risultato importante nel percorso che porta verso il completamento del nuovo ponte e che vogliamo dedicare a tutto il Paese, che oggi fronteggia un’emergenza senza precedenti, seconda solo al periodo post bellico. Fincantieri metterà a disposizione tutte le proprie competenze affinché questo sforzo sia produttivo nel più breve tempo possibile, e nell’immaginare con tutte le persone responsabili il nuovo modello di sviluppo economico che ne dovrà derivare”.

“Una volta ancora dobbiamo ringraziare tutti i nostri tecnici e operai – ha proseguito – che con il loro saper fare e con spirito di abnegazione hanno permesso al cantiere di restare operativo, rispettando gli obiettivi fissati, in un contesto sfidante per la loro salute, che continueremo a tutelare in ogni modo e ad ogni costo, perché prioritaria e imprescindibile”.

Come la precedente maxi-campata, anche questa, per mole e posizione, ha richiesto il coordinamento di attività complesse, che sono state realizzate dai tecnici e dai saldatori di Fincantieri Infrastructure, che hanno adottato ulteriori misure di sicurezza per far fronte alla grave emergenza sanitaria che condiziona il Paese.

In linea con le azioni specifiche messe in campo da Fincantieri in relazione all’emergenza Covid-19: assicurazione sanitaria integrativa ad hoc per tutti i dipendenti e chiusura dei propri stabilimenti, con l’impegno di riprendere le attività solo quando sarà possibile garantirne lo svolgimento nella piena sicurezza dei lavoratori.

Un approccio come sempre sobrio, responsabile, improntato al fare, prima che al dire.

Prosegue quindi lo sforzo del Gruppo, leader mondiale nella navalmeccanica e prima azienda della città, che è impegnato nella costruzione del nuovo Ponte di Genova nel duplice ruolo di socio e affidatario per un valore pari al 70% dell’intera commessa.

L’assistenza legale globale necessaria per la realizzazione di diverse infrastrutture

Il ruolo che le infrastrutture di trasporto e logistica possono svolgere per la ripresa economica dell’Italia è stato affrontato nella sessione “Infrastrutture di Trasporto e Logistica per la Crescita Economica”, curata dallo Studio Legale Associato Magrì-Sersale-Ambroselli.

Il momento di riflessione si è tenuto nell’ambito del workshop “Il ruolo delle professioni nell’economia del Paese” organizzato congiuntamente dagli Studi Legali Tonucci&Partners, Magrì-Sersale-Ambroselli ed Indrieri&Associati, in occasione del Salone della Giustizia.

I lavori della sessione sono stati introdotti dall’avvocato Ennio Magrì, il quale ha evidenziato che il suo Studio legale ha sempre fornito “assistenza legale globale, necessaria per la realizzazione di infrastrutture di qualsivoglia tipologia, coprendo tutti gli aspetti giuridici connessi alle stesse”.

Tra le opere più rilevanti a cui lo Studio Legale Associato Magrì-Sersale-Ambroselli ha dato completa assistenza legale globale figurano la realizzazione del Centro Direzionale di Napoli, della Tangenziale di Napoli, della Fiera di Milano, del nuovo quartiere City Life di Milano, del Termovalorizzatore di Acerra, della linea 6 della Metropolitana di Napoli, delle Ferrovie regionali Alifana e Circumvesuviana della Campania.

“Tutte opere – ha evidenziato l’avv. Magrì – che si sono dimostrate indispensabili per lo sviluppo del territorio in cui si trovano e di conseguenza per lo sviluppo del Paese”.

Il prof. Ennio Cascetta, che è stato Coordinatore nella Struttura Tecnica di Missione per l’Indirizzo Strategico, lo Sviluppo delle Infrastrutture e l’Alta Sorveglianza presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; Presidente dell’ANAS ed attualmente, tra l’altro, anche Presidente della Metropolitana di Napoli S.p.A., ha spiegato – con l’ausilio di diversi grafici – che dal 2009 al 2018 è cresciuto il traffico merci, su tutte le modalità ad eccezione del ferroviario convenzionale, e si è incrementato il traffico passeggeri.

Tra gli interventi utili da attuare, il prof. Cascetta ha indicato la valorizzazione dei sistemi produttivi, migliorando l’accessibilità ai mercati nazionali ed esteri, l’incremento dell’accessibilità ai poli turistici, la riduzione della bolletta logistica italiana, il decongestionamento e la sostenibilità delle aree urbane, la messa in sicurezza delle infrastrutture esistenti e infine equilibrare l’accessibilità delle diverse aree del territorio.

Il Direttore Generale di ALIS – Associazione Logistica della Intermodalità Sostenibile, Marcello Di Caterina, si è soffermato sulla sostenibilità in termini ambientali di ogni opera infrastrutturale e sulla grande opportunità che offre l’intermodalità nei trasporti.

Un’analisi economico-sociale relativa all’Italia e alla sua posizione in Europa è stata tracciata dal prof. Massimo Lo Cicero, attualmente docente presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e già Componente del Comitato Scientifico, a suo tempo incaricato dal MIT per la predisposizione delle Linee Guida del Piano Generale della Mobilità del Ministero dei Trasporti.

“Dopo la ricaduta del 2018 e del primo trimestre del 2019, bisogna assolutamente riprendere – ha osservato l’economista – la crescita e lo sviluppo economico con una sorta di new deal per trasformare il nostro nuovo futuro possibile”.

Il rilancio della Banca Popolare di Bari con un nuovo piano industriale

Lo scenario attuale per il settore bancario non è per niente sereno, varie turbolenze stanno coinvolgendo vari istituti di credito.

Nonostante le incertezze del momento, il Gruppo Banca Popolare di Bari, il più grande gruppo bancario autonomo del Centro e Sud Italia, sta preparando un nuovo piano industriale e un contestuale aumento di capitale.

Le incertezze del momento hanno anche risentito della complessa interpretazione della riforma, su cui, dopo il pronunciamento della Corte Costituzionale, il Consiglio di Stato ha deciso di adire la Corte di Giustizia dell’UE.

I due temi maggiormente controversi su cui è stato richiesto l’intervento della Corte di Giustizia dell’UE sono stati: la soglia degli attivi e il diritto al rimborso per i soci in caso di trasformazione.

Oltre due anni per decidere sulla riforma e ciò ha avuto delle ripercussioni sul settore delle popolari che sono, da sempre, maggiormente vicine ai tessuti produttivi in cui operano.

Di notevole importanza risulta lo sforzo, dichiarato dall’Istituto, di affrontare adeguatamente i rapporti con i propri soci e i clienti.

In questo quadro normativo incerto gli istituti di credito stanno cercando di affrontare le leggi che sono in vigore.

In questo panorama, Popolare di Bari sta lavorando al nuovo piano industriale e a breve si attiverà per deliberare un irrobustimento del patrimonio.