Importi doppi rispetto al contributivo per chi lavora tra Difesa e sicurezza

Importi doppi rispetto al contributivo per chi lavora tra Difesa e sicurezza. Lo ha detto proprio l'INPS

10 Giugno 2016 23:210 commentiVisualizzazioni: 23

Cosa vuol dire lavorare per il settore della sicurezza o nel ramo della Difesa? Fare un lavoro rischioso senz’altro che però ben bilanciato da una superpensione. Per la serie della trasparenza INPS, sono stati pubblicati parametri ufficiali di Difesa, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Vigili del fuoco e Forestale. 

Gli open data INPS spiegano che il 90% delle pensioni di chi ha lavorato nel comparto della Difesa e della sicurezza, quindi i vari impiegati alla Difesa, dai Carabinieri, alla Polizia, fino alla Guardia di Finanza, ai Vigili del fuoco e alla forestale, hanno pensioni doppie.

Che vuol dire? Che se si effettuasse un ricalcolo del loro assegno secondo i nuovi criteri, quelli del sistema contributivo, ci sarebbe una riduzione significativa dell’assegno pensionistico. L’esempio più immediato che si fa è quello della decorrenza della pensione dai 57 anni che subirebbe una decurtazione del 40-60 per cento se si facesse riferimento al contributivo.

Queste notizia interessano circa 536.000 persone che sanno adesso che i lavoratori possono accedere al pensionamento di vecchiaia con limiti di età inferiori rispetto al resto del personale dipendente dello Stato iscritto alla Cassa dei dipendenti dello Stato.

Questi lavoratori maturano inoltre il diritto alla pensione di anzianità a 57 anni e tre mesi con 35 anni di anzianità contributiva, oppure – a prescindere dall’età anagrafica- con 40 anni e tre mesi di contributi. Gli iscritti che, alla data del 31 dicembre 2011, hanno già raggiunto la massima anzianità contributiva prevista (aliquota massima di pensione pari all’80% della retribuzione pensionabile), possono accedere alla pensione di anzianità all’età di 53 anni e tre mesi.

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