Già da tempo il Ministro Poletti ha dichiarato guerra alle false partite Iva e ai contratti a progetti che in realtà nascondono dei contratti di lavoro dipendente.

Una situazione che interessa una larga dei giovani italiani che si vedono costretti a scendere a compromessi pur di ottenere un lavoro. 

Secondo le ultime stime dei sindacati le false partita Iva, infatti, sarebbero ben il 10% del totale del lavoro indipendente nel paese, il che vuol dire circa un milione e mezzo di lavoratori. Dato, questo confermato anche dal fatto che tra tutte le PI aperte nel 2013, la metà è stata aperta da persone sotto ai 35 anni, gli unici che possono godere di un regime fiscale agevolato (anche se poi tanto agevolato non è, dato che non fornisce nessuna tutela al lavoratore).

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In pratica queste partite Iva nascondono un tipo di lavoro dipendente, ovvero un lavoro svolto in regime di monicommittenza, in un luogo fisico ben preciso e secondo gli orari del datore di lavoro.

Una situazione analoga si verifica anche per chi viene assunto con un contratto di lavoro a progetto e si trova, invece, nelle stesse condizioni di un lavoratore subordinato.

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Già la Riforma Fornero aveva previsto una stretta dei controlli su questo fenomeno, che ora è stata ripresa dall’attuale Ministro del Lavoro Poletti che ha annunciato che a partire dal 2015 partiranno dei nuovi controlli fiscali sulle partite iva e sui contratti a progetto per i quali ha dato già le prime direttive alle Direzioni territoriali del lavoro.

 

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